“Lo Speaker McCarthy va a Taiwan”: il Pentagono pianifica una nuova visita dopo quella di Pelosi

A partire dalla regola aurea secondo cui l’interesse nazionale si riconosce, non si inventa, gli Stati Uniti si confermano Paese serio. Emblematica la notizia delle ultime ore: il Pentagono starebbe iniziando a pianificare una prossima visita a Taiwan del neo-eletto Speaker della Camera, Kevin McCarthy.

Notizia clamorosa, dopo i fuochi d’artificio agostani e le relative tensioni con la Cina, a conferma dell’importanza che il dossier Taipei continua a rivestire agli occhi di Washington. Da notare la tempistica: correva l’anno 1997 quando l’ultimo speaker della Camera USA, il repubblicano Newt Gingrich, si recò a Taiwan per manifestare la vicinanza americana all’isola bramata dal Dragone. Trascorsi, tra la sua visita e quella di Pelosi, venticinque anni. Uno appena, secondo i retroscenisti di “Punchbowl“, fra la scampagnata di Pelosi e quella di McCarthy, in procinto di spiccare il volo verso l’ex Formosa entro la fine del 2023. Tale lasso di tempo così ristretto segnalerebbe una consuetudine, istituirebbe una nuova prassi in barba alle violazioni di sovranità denunciate da Pechino, rappresenterebbe una prova di forza capace di ferire il gigante asiatico.

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