23 Marzo 2023

Consiglio Europeo, Meloni sfida le resistenze dei colleghi e parla di migranti: l’intervento e l’allarme Tunisia

Che Giorgia Meloni fosse intenzionata a trattare l’argomento lo si era capito già questa mattina, fin dal suo arrivo a Bruxelles. Più di preciso dalle brevi dichiarazioni che il presidente del Consiglio aveva concesso alla stampa, dichiarando di aspettarsi “passi in avanti” sul dossier migranti. Eppure, allo stesso modo, fonti brussellesi confermano che da parte dei colleghi europei si sia storto un tantino il naso dinanzi all’insistenza del capo del governo italiano. Molti di loro, spiegano, avevano intenzione di affrontare la questione al prossimo Consiglio Europeo, casomai. Non oggi, non in una riunione contraddistinta da un nervosismo latente.

Quello del presidente francese Macron, ad esempio, giunto nella capitale belga soltanto nel primo pomeriggio e visibilmente preoccupato dai disordini in patria. Ma anche quello di Olaf Scholz, impegnato a risolvere il contrasto con la Commissione sull’eliminazione graduale delle auto a emissioni di CO2 nel 2035. A sera, però, si capisce che Meloni alla sua mano non vuole rinunciare. A prendere la parola sul tema migranti non sono in tanti, ma lei è tra questi.

Si evita il giro del tavolo: un approccio del genere, dicono gli esperti, richiederebbe una discussione di almeno due ore. Meloni precede i colleghi di Olanda e Cipro, e lancia l’allarme. Sposta il focus sulla Tunisia, su quello che qualcuno non esita a definire “il suo chiodo fisso“. Dichiara che “se la Tunisia crolla del tutto si rischia una catastrofe umanitaria“, e fa un numero che rappresenterebbe uno shock geopolitico nel Mediteranneo:

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