25 Marzo 2023

Pd, la partita per i capigruppo: Bonaccini riunisce i suoi, ma la scena è degli assenti. Elly Schlein ora ha il match point

Quando ha aperto la riunione annunciando “una prossima missione in Texas“, qualcuno tra gli eletti dem vicini a Stefano Bonaccini ha per un attimo – solo uno – immaginato uno scenario politico all’O.K. Corral con Elly Schlein. Di chi è il dito più veloce del West? No, non è questo il punto oggi in casa Pd. La domanda è un’altra: chi ha i numeri più alti fra i dem del Parlamento? È dalla risposta a tale quesito che dipendono le prossime mosse della nuova segretaria.

La telefonata Schlein-Bonaccini: i nomi grandi assenti tra i “neo-ulivisti”. Richiesta e tattica del presidente Pd. L’idea di Elly

Poco prima del fischio d’inizio, i due (ex) contendenti si sono sentiti al telefono. A chiamare – pare – sarebbe stata Schlein. La segretaria ha fiutato aria di tempesta, è da giorni che monta il nervosismo fra gli sconfitti. Il ritornello, tra i bonacciniani di più stretta osservanza, suona più o meno così: “Minoranza sì, umiliati no“. E “umiliati no” significa che Schlein deve riconoscere la consistenza della forza di Bonaccini all’interno del partito. Sì, ma nel Partito Democratico la situazione è proverbialmente “in evoluzione” (cit.). E ciò significa che questa riunione, pallottoliere alla mano, forse Bonaccini avrebbe fatto meglio a non farla.

Si fanno chiamare “neo-ulivisti“: sognano un veliero che attraversi in fretta il deserto dell’opposizione, che nel nome dell’unità li riporti al governo quanto prima. Erano i grandi assenti di oggi. È gente che sulla scacchiera Pd conta, ha contato, conta di tornare a contare.

Marco Meloni, ad esempio, braccio destro e sinistro di Enrico Letta nella composizione delle liste alle ultime Politiche. Lo aspettavano: non si è presentato. E ancora, Anna Ascani, Andrea Casu, persino Pina Picierno, che con Bonaccini ha corso in ticket, anzi in tandem, alle scorse primarie. Non c’erano. A loro si aggiungono Nicola Irto, Antonio Nicita, Enrico Borghi, Lorenzo Basso, Silvio Franceschelli, Marco Simiani, Stefano Graziano, Toni Ricciardi, Matteo Mauri, le due “Irene”, Malavasi e Manzi. Sono loro che hanno lanciato un messaggio chiaro, a Bonaccini, prima che a Schlein. Si traduce in questo modo: non strappare, non ti seguiremo.

Così l’idea della “conta“, l’opzione sponsorizzata dai “falchi” fino a stamattina per cercare di prendersi almeno un capogruppo fra …

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