22 Maggio 2023

“51 a 49”: Terzo Polo, cosa si dice tra falchi e colombe prima della riunione da “dentro o fuori”

50 e 50“. Un esperto parlamentare di Italia Viva, all’ora del secondo caffè, stuzzicato sul punto non si sbilancia sull’esito della riunione che deciderà il futuro del Terzo Polo. Troppe le dinamiche in gioco per azzardare una previsione senza sconfinare nella divinazione. Ma una cosa è certa: fosse la questione soltanto politica, la partita sarebbe già stata chiusa. Meglio: neppure sarebbe stata aperta. Logica e interessi reciproci suggeriscono infatti alle fazioni in campo di lasciare da parte polemiche e rancori, preoccupandosi di correre ai ripari in vista di elezioni Europee che rischiano di rivelarsi esiziali per l’ambizioso progetto di chi intende dimostrare che oltre il bipolarismo c’è vita.

Ma le stoccate di queste settimane hanno lasciato strascichi, aumentato la diffidenza tra le parti, esasperato la tensione al punto che stasera, alle 21, molto dipenderà non solo dalle parole utilizzate, ma pure dalle virgole che scandiranno il ritmo delle prime. Nonché dai silenzi, dalla capacità di rinunciare ad un affondo, dalla volontà – ebbene sì – di mordersi la lingua che i presenti dovranno dimostrare. Dirsi tutto, dirlo oggi, ma con garbo, senza urtare la reciproca sensibilità. Mandarsi a quel paese ma con stile, risolvere le incomprensioni dimostrando desiderio di capirsi. Altro che falchi e colombe, qui il rischio è di lasciarci seriamente le penne.

Il documento da mettere ai voti: Renzi in persona al lavoro. L’importanza dei dettagli. “Sentiment” (e previsione) dei parlamentari del Terzo Polo a poche ore dalla riunione

Si prenda il documento che Italia Viva ha già annunciato di voler mettere ai voti questa sera. Dicono che a lavorarci sia in queste ore Matteo Renzi in persona, a riprova – come del resto la sua presenza al summit avrebbe già dovuto suggerire – che l’ex premier non ha intenzione di delegare ad alcuno la gestione di una partita così importante, per il futuro del partito e del progetto.

Ebbene, questo documento – rispondono off records lato Azione – non dovrà essere presentato con toni da ultimatum: “Non saremo quelli che hanno paura di finire nel Misto se Italia Viva vuole rompere“, dicono ancora stamattina i calendiani. Lo fanno rivendicando che la forza numerica di una componente parlamentare non è l’aspetto prioritario della questione, come oggi si vorrebbe fare credere: “La scorsa legislatura, con due eletti, abbiamo comunque ottenuto grandi risultati. Non è un ricatto che funziona con noi, non servirà…

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