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Pubblicato il 23 febbraio 2025
Non è il primo presidente a sostituire un generale.
Non è forse vero che Harry S. Truman cacciò il generale MacArthur? E in tempi più recenti, aggiungono i sostenitori di Trump, non fu proprio Obama a licenziare il generale McChrystal? Tutto corretto. Eppure ad Arlington, Virginia, nei lunghi corridoi del quartier generale del Pentagono, da qualche ora a questa parte, la percezione è un’altra.
È quella di chi sente di aver fatto il proprio ingresso in un “territorio inesplorato“.

Perché pure sforzandosi di abbracciare la versione di chi minimizza l’accaduto, le differenze rimangono: MacArthur venne rimosso da Truman per insubordinazione e disaccordo sulla strategia militare in Corea. Non proprio un dettaglio. E McChrystal, allora? Lui si rese protagonista di commenti, pubblici, irrispettosi e critici nei confronti del Presidente e della sua cerchia, minando l’indispensabile rapporto di fiducia tra leadership civile e militare. Nessuno può dire lo stesso di CQ Brown, il capo dello stato maggiore congiunto silurato in quella che qualcuno ha già ribattezzato “la notte delle purghe“. Forse la prima di molte a venire.
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