Dimenticate Quota 100: sarà Quota 104

 

Chissà come la prenderanno tutti quei lavoratori che hanno votato Matteo Salvini convinti – a ragione – di aver maturato il diritto di andare in pensione dopo una vita di sacrifici. Chissà se si pentiranno di aver votato Lega, ora che Quota 100 rischia di restare soltanto un ricordo. Il peccato originale non può essere lavato via: i soldi per attuare in un unico contratto i programmi di Lega e M5s non ci sono, non ci sono mai stati, non ci saranno mai.

Il professor Alberto Brambilla, che in veste di esperto di previdenza affianca il Salvini, ha spiegato al Corriere della Sera quello che da Tito Boeri in giù chiunque con un briciolo di buon senso sapeva già: “Nel prossimo mese di gennaio l’Inps non può ricevere in un sol colpo quasi 300 mila nuove domande di pensionamento“. Da qui la necessità di diluire, rinviare, scaglionare i pensionamenti per non mandare all’aria il sistema pensionistico.

E allora ecco l’artifizio: in pensione, al 31 dicembre 2018, potrà andare chi Quota 100 (62 anni di età e 38 di contributi) l’ha maturata da almeno due anni. Vuol dire che potranno uscire dal mondo del lavoro persone con 64 anni di età e 40 di contributi. Dimenticate Quota 100, in pochi mesi di governo è già diventata Quota 104.