L’Italia in recessione: il governo da retrocessione

L’Italia si riscopre in recessione tecnica: l’Istat certifica un dato che Conte ha tentato ieri di minimizzare preannunciandolo, il Prodotto interno lordo mostra una variazione negativa per il secondo trimestre consecutivo. Il tentativo è simile a quello di un bambino che ha rotto un vaso: va dalla mamma e dice, “sono sicuro che mi vuoi così bene che non ti arrabbieresti neanche se rompessi il tuo vaso preferito“. Come va a finire? Male, in tutti e due i casi.

Di Maio non è da meno, anzi. Se la prende con chi lo ha preceduto dimenticando che l’andamento negativo dei dati ha avuto inizio proprio con il balletto di questa maggioranza sul deficit e conseguente impennata per lo spread.

Il governo è nato esattamente 8 mesi fa: non abbiamo sentito da parte sua ancora un mea culpa, un’ammissione non tanto di responsabilità, ma che so, di un errore di valutazione. Nulla di nulla. L’uomo che dal balcone di Palazzo Chigi ha abolito la povertà verrà messo prima o poi di fronte alla realtà. Ad esempio capiterà, più prima che poi, che qualcuno gli ricordi le parole con cui aveva accompagnato l’approvazione del decreto Dignità: “E’ la Waterloo del precariato“. Leggendo i dati Istat non si direbbe. L’unica voce che aumenta un po’ più delle altre in fatto di occupazione è proprio quella degli occupati a termine. L’opposto della stabilità. Resta Salvini, che per l’economia non ha tempo: pensa alla Diciotti, cerca di capire se può rappresentare il colpo di pistola di Sarajevo per porre fine al governo e prendersi tutto.

Vivono sulla Luna, negano la realtà, accusano sempre gli altri, curano il loro orticello: l’Italia è in recessione e ha un governo da retrocessione.