Berlusconi torna eleggibile: e adesso?

 

Per anni ha guardato a Strasburgo, aspettando che prima o poi la Corte Europea dei diritti dell’Uomo gli restituisse “l’onore perduto“.  Ma la gioia più grande degli ultimi anni di vita di Silvio Berlusconi arriva da Milano, la fine di un incubo che ha sempre definito “un colpo di Stato“.

Ma il paradosso, per una sentenza arrivata pure in anticipo rispetto ai tempi, è quello di un ritardo colpevole di 48 ore che rischia di cambiare la storia d’Italia.

Perché ad Arcore, mentre arrivano le telefonate di felicitazioni di tutti i parlamentari di Forza Italia, ringalluzziti all’idea di riavere finalmente un leader spendibile, il tarlo è principalmente uno: se solo avessero deciso mercoledì…

Il giorno in cui ha dato il via libera a Salvini per fare il governo con Di Maio. Il giorno in cui per la prima volta dal 1994 ha temuto di andare al voto, ha avuto paura che gli italiani gli dicessero “Silvio, stavolta è finita“.

Ma oggi che è tornato candidabile, oggi che può addirittura sperare di tornare a Palazzo Chigi, quella prospettiva di un voto a luglio agli occhi del vecchio leader è tornata ad essere intrigante, auspicabile in maniera quasi urgente.

Berlusconi, lo stesso che si era spiegato il sorpasso di Salvini in questo modo: “Il problema è che non sono candidabile“, oggi è quasi un uomo nuovo.

Spera nell’autogol di Lega e M5s. Al telefono ripete che è pronto a tornare a votare.

Non si tiene. Si sente di nuovo il più forte. Berlusconi è tornato.

Berlusconi guarda a Strasburgo: un nuovo orizzonte da scrutare

Per l’uomo di Arcore il tempo è un impiccio. Ora che l’età matura ha fatto spazio a quella anziana, ragionare con la testa di ieri è diventato un problema. Voleva sentirsi eterno, Berlusconi. Sperava di vivere almeno 120 anni. Poi ha scoperto di avere un cuore ballerino e allora con lui ha deciso di danzare, nonostante i consigli dei medici.

Acciaccato ma sopravvissuto, nel senso umano e politico, per ridimensionare il berlusconismo sulle mappe elettorali hanno dovuto squalificarlo in tribunale. Ed è alla sentenza che dovrà restituirgli “l’onore perduto“, che Berlusconi guarda con urgenza. Conosce i tempi lenti di Strasburgo, alla speranza di tornare in gioco per queste elezioni ha da tempo abdicato, ma non per questo ha rinunciato a coltivare l’idea di un ritorno in grande stile.

Per realizzarlo ha bisogno che tutto vada per il verso giusto. Deve vincere, ma non troppo. Sperare che Renzi cada, ma senza franare. Arrestare l’avanzata grillina e guadagnare tempo. Tempo, ancora lui. Ancora le lancette a scandire il ritmo dei suoi giorni. Il Cavaliere, abituato ad impartire ordini, fatica davvero a sottostare alle sue regole.

Ma per uno strano scherzo del destino, Berlusconi può ingannarlo. Lui che è entrato nell’inverno della vita guarda ad un’altra stagione, l’autunno, con fiducia. Sarà allora, quando i giudici gli daranno ragione – dice – che si metterà in gioco per l’ultima volta. Nessun governo di larghe intese, non vuol tirare a campare Berlusconi. Vuole nuove elezioni dopo quelle di marzo. Sogna la sfida finale con tutti i suoi avversari, il ritorno a Palazzo Chigi dall’ingresso principale.

Ha sempre amato la ribalta, il centro della scena. Questo neanche il tempo è riuscito a cambiarlo. Così l’uomo di Arcore guarda a Strasburgo, scruta l’orizzonte aspettando l’autunno, cerca di sfuggire all’inverno e auspica una nuova primavera. Nel ciclo delle stagioni berlusconiane, per la speranza è sempre estate