🚨🪖🇺🇸🇮🇱🇮🇷 In questi anni sono stato definito "megafono di Netanyahu" quando sostenevo (quasi da solo) che Israele stesse cambiando volto al Medio Oriente dopo il 7 ottobre. Negli stessi giorni, altrove, si leggeva che Hamas stava vincendo la guerra, che lo Stato ebraico sarebbe stato travolto o sarebbe imploso (questione di poco), e che la Repubblica Islamica sarebbe emersa come la maggiore potenza della regione. Andando avanti ho preso insulti e sberleffi quando scrivevo che in Siria le cose sarebbero andate molto meglio con l’ex terrorista Al Jolani che col dittatore Bashar al-Assad. Chiedete ai siriani come stanno un anno dopo. A un certo punto sono stato accusato di essere filorusso, di fare il gioco di Mosca (proprio io, sì, tenetevi forte) per aver detto che le inchieste anticorruzione a Kyiv, se non adeguatamente gestite, si sarebbero trasformate in un pericolo per Zelensky. La mia colpa? Aver raccontato delle manifestazioni di piazza in corso. Tempo dopo è saltata la testa di Andriy Yermak, storico braccio destro del presidente ucraino. Arriviamo ai nostri giorni. Sotto i post in cui scrivevo che Trump avrebbe attaccato l'Iran, ho contato una quantità abnorme di segnalibri. Erano probabilmente delle stesse persone che nei commenti e nei messaggi diretti mi scrivevano che ero un ingenuo, che il presidente avrebbe fatto TACO e non si sarebbe mosso. E oggi? Oggi sono diventato improvvisamente “trumpiano” - proprio io, che fino a un annetto e mezzo fa ero "troppo poco lucido quando si parla di Biden" (lo so, purtroppo ho una buona memoria: io, mica il vecchio Joe). Il motivo è presto detto: purtroppo sostengo le ragioni di questa guerra. Peggio: non mi unisco al coro di chi la definisce un minuto sì e l'altro pure "un errore, un fallimento, la prova di una cattiva pianificazione". Dunque, tutta questa premessa per dirvi...? Fondamentalmente tre cose.La prima: "Solo chi fa sbaglia". Non ho la verità in tasca, non ho l'arroganza di non sbagliare mai, ho già sbagliato in passato e continuerò a farlo in futuro. Ma ogni tanto - sarà fortuna o non so cosa - qualche previsione l'ho presa. Anche per questo può risultare stancante (ultimamente ogni giorno) leggere attacchi - pure personali - soltanto perché non la penso come voi o come i vostri esperti di riferimento del momento. Spero di non dover arrivare alla chiusura dei commenti sui social per potermi concentrare unicamente sul lavoro anziché perdere tempo a rispondere ai provocatori (e diffamatori) di professione. La seconda è rivolta a chi si dice "deluso", a chi sostiene di non riconoscersi più in questo posto: mi dispiace, ma non cambierò il modo di analizzare la realtà solo perché non siete d'accordo. Ho un mio metodo di lavoro. Credo funzioni. Contano e conteranno sempre i miei occhi, non ciò che leggete altrove e sperereste di vedere confermato in questo posto. Si chiama "Il Blog di Dario D'Angelo" per un motivo. Crearlo ha richiesto grande fatica e ancora più coraggio. Non ho fatto tutto questo per copincollare su queste pagine le altrui opinioni. Non vi trovate bene? Grazie di cuore per la fiducia e il sostegno finora, è stato un onore, ma se siete qui per scrivermi un giorno sì e l'altro pure "prima ti apprezzavo ma ora che appoggi Trump...", "eri bravo, peccato..." e "la direzione che ha preso il Blog" - di nuovo, grazie, ma quella è la porta. Non si può piacere a tutti (e io onestamente non voglio).Alt, prima di lasciarci, se proprio volete un parere più autorevole del mio (e ce ne sono molti), vi sottopongo l'ultima - davvero l'ultima - valutazione dell'Institute for the Study of War. Non sono propriamente degli scappati di cosa: almeno su questo siamo d'accordo? Vi prego davvero di leggerla con attenzione, sono davvero poche righe (poi arriviamo alla fine del discorso):"Il Comando Centrale degli Stati Uniti aveva chiaramente pianificato di sopprimere gli attacchi marittimi iraniani, indipendentemente dalla sorpresa che l’amministrazione avrebbe manifestato per l’intensità degli attacchi nel Golfo Persico. La campagna per sopprimere gli attacchi marittimi ha diverse fasi che rispecchiano le fasi della campagna complessiva: soppressione delle difese aeree nemiche lungo la costa per consentire ulteriori attacchi e pattugliamenti con elicotteri; soppressione degli attacchi iraniani con missili balistici e droni; distruzione della marina iraniana; e, infine, sconfitta delle capacità iraniane di impiego di missili antinave e droni.L’Iran rimane un avversario statale relativamente forte, con notevoli capacità militari che sta utilizzando per danneggiare infrastrutture e forze statunitensi e alleate e per imporre costi politici. Gli attacchi iraniani non hanno ancora influenzato le operazioni militari statunitensi e sono rimasti molto al di sotto delle aspettative iraniane di attacchi con migliaia di missili e droni. Le prove disponibili supportano la valutazione secondo cui la campagna combinata sta finora raggiungendo i suoi obiettivi militari, ma non è ancora conclusa. Dichiarare la campagna un fallimento in questa fase è quindi prematuro. Il crollo degli attacchi con droni e missili iraniani - diminuiti significativamente dal 28 febbraio - offre un quadro convincente del fatto che la campagna militare sta degradando le capacità balistiche e di droni.Il proseguimento degli attacchi con droni e missili - per non parlare dei circa 150 lanciatori ancora disponibili - indica naturalmente che queste risorse rimangono una minaccia e dovranno essere completamente neutralizzate. Anche la minaccia marittima dovrà essere soppressa allo stesso modo. Tuttavia, la campagna militare contro gli attacchi con missili e droni e contro gli attacchi marittimi deve essere valutata sulla base delle prove che mostrano se si stiano compiendo progressi verso gli obiettivi militari.È ancora troppo presto per prevedere se l’attuale campagna militare raggiungerà gli obiettivi politici complessivi o per quanto tempo dureranno le interruzioni del flusso di petrolio attraverso lo Stretto di Hormuz. Ma dichiarare questa operazione un fallimento militare è prematuro mentre la campagna è ancora in corso e incompleta, soprattutto perché le prove mostrano chiaramente che si stanno compiendo progressi verso il raggiungimento dei suoi obiettivi fondamentali".Chi ha avuto la pazienza di leggere il Blog in questi 17 giorni di guerra credo riconoscerà di essere in linea con il racconto. Terza e ultima cosa, rivolta ai tanti lettori appassionati di questo spazio indipendente. So bene che la "maggioranza silenziosa" (cit.) - scusate, ma ironizzare un po' è sempre più forte di me - segue il Blog con l'attenzione e l'affetto di sempre. Anzi, pure più di sempre. Lo dicono i numeri - in grande crescita - sia per quanto riguarda le iscrizioni che le letture dei singoli pezzi. Grazie.A voi vanno le mie scuse per questo lungo sermone, ma era necessario fare un pit stop visto che credo di essere uno dei pochi in Italia a non parlare in termini tragici di questa operazione. Il vostro eventuale disorientamento, insomma, meritava una risposta.Ora, se avete qualche amico o parente che credete possa resistere in un luogo evidentemente molto diverso dal tipo di media che siamo abituati a masticare in Italia - uno in cui si commentano i fatti, non le persone - se pensate sia disposto a leggere le notizie di un blogger anche senza sapere per chi vota, se fino a oggi vi siete trovati bene con le anticipazioni lette qui sopra, fategli conoscere il Blog.Io vi ringrazio ancora. E torno al lavoro.Dario