Giuseppe Conte è stato onesto

Giuseppe Conte

Giuseppe Conte questa sera è stato onesto. Così come onesto è stato stamattina questo blog, quando ha mosso nei suoi confronti dure critiche dopo l’esito dell’Eurogruppo di ieri notte.

Sì, Giuseppe Conte è stato onesto. Perché ha avuto il coraggio di ammettere che al netto dell’ottimo lavoro del ministro Gualtieri, la risposta europea al coronavirus è ancora “insufficiente“.

Non ha smentito se stesso, Conte, che per primo aveva fissato traguardi politici ambiziosi. Non è stato come certi suoi tifosi, quelli che in nutrito numero, fino a poche ore fa, descrivevano la riunione tra i ministri delle Finanze come qualcosa di vicino al leggendario, una sorta di “ti ricordi quella notte in cui Gualtieri ha strappato un Mes senza condizionalità sulle spese sanitarie?“.

Non è andata così. E Conte lo ha ammesso parlando di “primo passo”. Ribadendo davanti agli italiani che ogni risultato in sede di trattativa, anche il migliore possibile (gli eurobond) finirebbe per essere decretato vano non dall’opposizione, ma dalla Storia (quella che un po’ troppo spesso chiama in causa), qualora arrivasse tardi.

Conte è stato onesto. Sì, è stato onesto nel citare le bugie di una parte dell’opposizione: Matteo Salvini e Giorgia Meloni. Gli stessi che questa mattina (verificate pure) avevamo accusato di distorcere la realtà, di fare campagna elettorale spicciola, descrivendo Gualtieri (povero) intento a svendere l’Italia in teleconferenza con gli omologhi ministri economici del Vecchio Continente.

Ancora una volta: Giuseppe Conte non è Churchill. Volendo restare in casa nostra: non è neanche Alcide De Gasperi. Ma se oggi Giuseppe Conte appare uno statista, un gigante rispetto a molti (non tutti) nani politici, è perché qualcuno gli consente di segnare gol a porta vuota. Chi? Matteo Salvini e Giorgia Meloni.

Ha ragione, Conte, quando dice che questa opposizione indebolisce la forza negoziale dell’Italia. Ha ragione su tutta la linea. Aggiungiamo: la vorremmo pure noi, che tanto teneri nei suoi confronti non siamo mai, un’opposizione seria, responsabile, quanto meno a trazione diversa.

Ma Conte non può nascondersi dietro le debolezze altrui. A rappresentare l’Italia è lui, lui soltanto. Lui a nome di 60 milioni. Lui a nome, pensate un po’, anche di Salvini e Meloni.

Sì, Giuseppe Conte è stato onesto. Continui ad esserlo anche domani, e fra 10 giorni, e fra un mese. Quando dovrà raccogliere i frutti del suo lavoro, delle sue posizioni, dei suoi soli sforzi. Resti onesto anche se alla fine non avrà ciò che ha promesso. Resti onesto nelle intenzioni, nelle dichiarazioni davanti agli italiani. Resti onesto e ci dica che la sua strategia non ha pagato, resti onesto e ci dica che ha perso la partita. Perché in politica si può perdere. Ma non perda ciò che altri hanno già perso da tempo: la dignità. Di chi parlo? “Questa volta lo devo dire, devo fare nomi e cognomi: Matteo Salvini e Giorgia Meloni“.

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