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Iniziata il 21 ottobre 2021
Se lo sfogo di ieri aveva come obiettivo quello di smuovere in Silvio Berlusconi qualcosa, Mariastella Gelmini ha fallito. O meglio, qualcosa a dire il vero l’uscita della ministra qualcosa ha sortito nel Cavaliere, ma niente di positivo.
Irritazione, fastidio, rabbia: sono questi i sentimenti del leader di Forza Italia nei confronti della ministra all’indomani dell’uscita con cui ha candidamente confessato di non riconoscersi nell’ultima stagione del berlusconismo, denunciando l’isolamento forzato cui il leader viene sottoposto dai suoi più stretti collaboratori.
Di questi ultimi, però, Silvio Berlusconi sembra continuare a fidarsi più dei governisti. Con Antonio Tajani e la senatrice Licia Ronzulli ha affrontato il viaggio che lo ha portato a riprendersi la scena al vertice del PPE a Bruxelles. Ed è sulle loro posizioni che appare oggi schiacciato il Berlusconi-pensiero riguardo alla titolare degli Affari Regionali del governo Draghi.
Interpellato dai cronisti sulle sue dichiarazioni, Berlusconi trattiene non a caso a fatica un moto di fastidio: “Ma no, parliamo di problemi concreti e di cose serie“, prova a chiosare. Poi però, incalzato, esplode alla sua maniera: “Io non so cos’è successo al ministro Gelmini e le dichiarazioni di ieri sono anche contrarie, assolutamente contrarie, alla realtà. Per esempio, per quanto riguarda i rapporti con i nostri ministri al governo, c’è stata sempre una riunione dei tre ministri con i vertici di Forza Italia ogni settimana! (…) Non c’è assolutamente nulla di cui io mi debba preoccupare“.
E’ il segnale che Berlusconi non ha apprezzato, fedele al principio per cui i panni sporchi si lavano in casa, per non alimentare all’esterno l’immagine di un partito spaccato che ha l’effetto di allontanare gli elettori, come le recenti vicende del centrodestra hanno dimostrato su scala più larga.
Così oggi è il giorno del gelo. Eppure Berlusconi tradisce tra le righe della sua risposta che almeno una parte di ragione i governisti ce l’hanno. Lo fa quando dice che ogni settimana c’è stata una riunione dei minsitri “con i vertici di Forza Italia”: si legga alle voci Tajani e Ronzulli. Già, ma è con lui, “col Presidente”, che Gelmini, Carfagna e Brunetta chiedono, invano, un canale di comunicazione diretto…
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