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Iniziata il 25 novembre 2021
Questo blog ha con orgoglio e un certo stupore – non dovevano essere certo un sito di così piccole dimensioni e il suo autore così poco quotato ad occuparsene – portato all’attenzione di tanti italiani la partecipazione di Giuseppe Conte ad una recente conferenza ad Amsterdam. Testimoniata la presenza in Olanda dell’intellettuale italiano – così è stato definito Conte (!) dal presentatore dell’evento – l’ex premier si è sentito in dovere di rispondere ai legittimi dubbi scaturiti dalla sua condotta.
Quanto meno curioso che lui, Giuseppe Conte, leader di quel Movimento che soltanto pochi giorni prima aveva rivolto 13 provocatori quesiti all’indirizzo di Matteo Renzi, si rendesse “colpevole” – e il lettore scuserà il registro colpevolista, ma ad un certo punto è giusto adeguarsi – dello stesso comportamento di cui accusava il suo incubo politico.
Ciò a cui abbiamo assistito poche ore fa, con la pubblicazione di un apposito post sulla sua pagina Facebook (e dove sennò?), infatti, si potrebbe tradurre con la seguente metafora calcistica: quella del difensore che nel tentativo di rinviare il pallone dalla propria area di rigore lo svirgola e fa autogol. Ora vi spiego perché.
Ehi, pirata! È un bel tentativo quello di leggere senza salpare col giusto lasciapassare. Ma come ogni veliero che si rispetti, anche il Blog custodisce nelle sue stive i tesori più preziosi solo per chi ha davvero il coraggio di issare le vele e unirsi all’equipaggio. Quello che stai per leggere non è solo un articolo: è la rotta segreta tracciata sulla pergamena della geopolitica, disegnata tra burrasche diplomatiche e silenzi che parlano più di mille colpi di cannone.
Da Washington a Mosca, da Pechino a Tel Aviv, le correnti internazionali non seguono il vento ma il calcolo. Gli ammiragli della Terra navigano tra arcipelaghi di crisi, inseguendo alleanze come fari intermittenti nella notte. Ma a bordo di questa goletta editoriale, non ci accontentiamo di tracciare una rotta già battuta: ci spingiamo oltre Capo Horn della notizia, sfidando la bonaccia delle analisi banali e i marosi delle fake news.
Ora tocca a te decidere se restare alla deriva o salire a bordo. Il ponte è scivoloso, ma ogni parola che ti aspetta sottocoperta vale il prezzo del biglietto. Perché non basta essere lupi di mare per capire cosa bolle nei barili della geopolitica: serve una bussola fatta di analisi lucida, contesto e memoria. E noi ce l'abbiamo. Dai, pirata: arruolati tra chi non si limita a guardare il mare, ma lo attraversa per scoprire cosa c’è davvero dall’altra parte dell’onda.
Retroscena, approfondimenti, dirette degli eventi che cambiano il mondo. Sali a bordo, naviga i mari in tempesta della politica internazionale.
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