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Iniziata il 05 dicembre 2021
C’è un motivo se Giuseppe Conte ai tempi di Palazzo Chigi veniva chiamato “il temporeggiatore“. Lo sta scoprendo Enrico Letta, principale sponsor della candidatura dell’ex premier alle elezioni suppletive della Camera nel collegio di Roma Centro. Sì, perché il gesto di “generosità” del segretario dem, che si è detto pronto a “cedere” la candidatura all’alleato in un seggio (quasi) blindato non è stato ancora abbastanza da convincere Conte a candidarsi. In fondo c’è da comprendere le resistenze dell’avvocato: al vertice del governo è stato catapultato da Salvini e Di Maio; alla guida del Movimento 5 Stelle è arrivato grazie ad una votazione senza concorrenti. E’ chiaro che non sia abituato al processo elettorale. Letta, ma anche Zingaretti e Franceschini, stanno tentando di spingere Giuseppe Conte a vincere le sue paure, ma il leader M5s è titubante, indeciso, chiede ancora tempo. Il motivo? Teme Calenda e Renzi.
Ehi, pirata! È un bel tentativo quello di leggere senza salpare col giusto lasciapassare. Ma come ogni veliero che si rispetti, anche il Blog custodisce nelle sue stive i tesori più preziosi solo per chi ha davvero il coraggio di issare le vele e unirsi all’equipaggio. Quello che stai per leggere non è solo un articolo: è la rotta segreta tracciata sulla pergamena della geopolitica, disegnata tra burrasche diplomatiche e silenzi che parlano più di mille colpi di cannone.
Da Washington a Mosca, da Pechino a Tel Aviv, le correnti internazionali non seguono il vento ma il calcolo. Gli ammiragli della Terra navigano tra arcipelaghi di crisi, inseguendo alleanze come fari intermittenti nella notte. Ma a bordo di questa goletta editoriale, non ci accontentiamo di tracciare una rotta già battuta: ci spingiamo oltre Capo Horn della notizia, sfidando la bonaccia delle analisi banali e i marosi delle fake news.
Ora tocca a te decidere se restare alla deriva o salire a bordo. Il ponte è scivoloso, ma ogni parola che ti aspetta sottocoperta vale il prezzo del biglietto. Perché non basta essere lupi di mare per capire cosa bolle nei barili della geopolitica: serve una bussola fatta di analisi lucida, contesto e memoria. E noi ce l'abbiamo. Dai, pirata: arruolati tra chi non si limita a guardare il mare, ma lo attraversa per scoprire cosa c’è davvero dall’altra parte dell’onda.
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