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Iniziata il 08 dicembre 2021
La notizia della liberazione di Patrick Zaki è una splendida notizia. Come qualcuno sente di precisare ad ogni pié sospinto, Zaki non è un cittadino italiano, ma l’Italia si è giustamente spesa con tutte le sue forze affinché il giovane studente dell’Università di Bologna venisse liberato. E’ per questo motivo che il padre di Patrick, ieri, ha sentito il bisogno di ringraziare il nostro Paese. Ed è per questo che oggi (più o meno) tutto l’arco parlamentare è compatto nell’esultare per il risultato ottenuto.
Non è questo, dunque, tempo di polemiche ma di gioia mista a speranza (Zaki non è stato ancora assolto dalle accuse).
Eppure non si può far finta di nulla. La vicenda è così importante da meritare un approfondimento, una spiegazione.
E allora, la domanda delle domande, quella che sorge spontanea, è la seguente: perché Draghi è riuscito là dove Conte ha fallito?
Ehi, pirata! È un bel tentativo quello di leggere senza salpare col giusto lasciapassare. Ma come ogni veliero che si rispetti, anche il Blog custodisce nelle sue stive i tesori più preziosi solo per chi ha davvero il coraggio di issare le vele e unirsi all’equipaggio. Quello che stai per leggere non è solo un articolo: è la rotta segreta tracciata sulla pergamena della geopolitica, disegnata tra burrasche diplomatiche e silenzi che parlano più di mille colpi di cannone.
Da Washington a Mosca, da Pechino a Tel Aviv, le correnti internazionali non seguono il vento ma il calcolo. Gli ammiragli della Terra navigano tra arcipelaghi di crisi, inseguendo alleanze come fari intermittenti nella notte. Ma a bordo di questa goletta editoriale, non ci accontentiamo di tracciare una rotta già battuta: ci spingiamo oltre Capo Horn della notizia, sfidando la bonaccia delle analisi banali e i marosi delle fake news.
Ora tocca a te decidere se restare alla deriva o salire a bordo. Il ponte è scivoloso, ma ogni parola che ti aspetta sottocoperta vale il prezzo del biglietto. Perché non basta essere lupi di mare per capire cosa bolle nei barili della geopolitica: serve una bussola fatta di analisi lucida, contesto e memoria. E noi ce l'abbiamo. Dai, pirata: arruolati tra chi non si limita a guardare il mare, ma lo attraversa per scoprire cosa c’è davvero dall’altra parte dell’onda.
Retroscena, approfondimenti, dirette degli eventi che cambiano il mondo. Sali a bordo, naviga i mari in tempesta della politica internazionale.
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