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Iniziata il 12 dicembre 2021
Che ci fosse una certa ostilità verso il “metodo Conte” all’interno del gruppo M5s al Senato era emerso in tutta la sua chiarezza qualche settimana fa, quando il neo-leader, pur spendendo tutto il proprio peso, non era riuscito a confermare come capogruppo a Palazzo Madama il “suo” Ettore Licheri.
Boccone amaro da digerire, a maggior ragione considerando che la prescelta dei senatori era stata quella Mariolina Castellone vicinissima a Luigi Di Maio, più o meno recente ossessione di Giuseppe Conte.
Eppure nessuno poteva immaginare che questi primi mesi di presidenza sarebbero stati contrassegnati da una tale animosità nei confronti dell’avvocato, giacché è noto che qualsiasi leadership può godere di un periodo più o meno lungo di luna di miele. A patto che ovviamente sia percepita, la leadership.
Ebbene, nelle ultime ore le chat M5s si sono infuocate. Tutta colpa dell’uno-due pronunciato prima da Giuseppe Conte, poi dal suo vice, il fedelissimo Mario Turco.
Ehi, pirata! È un bel tentativo quello di leggere senza salpare col giusto lasciapassare. Ma come ogni veliero che si rispetti, anche il Blog custodisce nelle sue stive i tesori più preziosi solo per chi ha davvero il coraggio di issare le vele e unirsi all’equipaggio. Quello che stai per leggere non è solo un articolo: è la rotta segreta tracciata sulla pergamena della geopolitica, disegnata tra burrasche diplomatiche e silenzi che parlano più di mille colpi di cannone.
Da Washington a Mosca, da Pechino a Tel Aviv, le correnti internazionali non seguono il vento ma il calcolo. Gli ammiragli della Terra navigano tra arcipelaghi di crisi, inseguendo alleanze come fari intermittenti nella notte. Ma a bordo di questa goletta editoriale, non ci accontentiamo di tracciare una rotta già battuta: ci spingiamo oltre Capo Horn della notizia, sfidando la bonaccia delle analisi banali e i marosi delle fake news.
Ora tocca a te decidere se restare alla deriva o salire a bordo. Il ponte è scivoloso, ma ogni parola che ti aspetta sottocoperta vale il prezzo del biglietto. Perché non basta essere lupi di mare per capire cosa bolle nei barili della geopolitica: serve una bussola fatta di analisi lucida, contesto e memoria. E noi ce l'abbiamo. Dai, pirata: arruolati tra chi non si limita a guardare il mare, ma lo attraversa per scoprire cosa c’è davvero dall’altra parte dell’onda.
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