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Iniziata il 15 dicembre 2021
Al di là delle parole affettate pronunciate nelle ultime uscite pubbliche, Giuseppe Conte teme grandemente che Silvio Berlusconi possa anche solo avvicinarsi al Quirinale. E non perché odi il Cavaliere come i riottosi grillini della prima ora che fatica a tenere a bada nel suo partito. No, d’altronde era ancora a Palazzo Chigi che trascorreva le sue giornate quando il leader di Forza Italia sentì dall’altro capo del telefono pronunciare la seguente frase: “Presidente, non c’è bisogno che lei mi ricordi quanto ha fatto. Le sue imprese sono scritte nei libri di storia“.
Il punto è quindi un altro. E’ che Conte sa che un’elezione di Berlusconi sarebbe possibile soltanto se questi fosse in grado di prendere voti a piene mani dai gruppi M5s.
Ecco, se ciò accadesse, se alla mancata tenuta del Movimento – com’è ovvio – venisse attribuito il trionfo berlusconiano, per Conte sarebbe la fine politica. Senza possibilità di appello.
Per questo, alla priorità che non sia Renzi il kingmaker del prossimo inquilino del Quirinale, l’avvocato ne ha aggiunta negli ultimi giorni un’altra: evitare che l’ipotesi fino a qualche tempo fa considerata lunare, quella di Silvio Berlusconi al Colle, finisca per tramutarsi in realtà.
Al fine di raggiungere questo scopo, Conte ha deciso di muoversi di concerto con Enrico Letta, studiando una strategia speculare a quella del centrodestra. Basta guardare con attenzione, per intravedere in controluce la crisi dei due leader, costretti a giocare di rimessa, obbligati ad una mossa più o meno disperata per evitare un big bang al di fuori del proprio controllo.
Ehi, pirata! È un bel tentativo quello di leggere senza salpare col giusto lasciapassare. Ma come ogni veliero che si rispetti, anche il Blog custodisce nelle sue stive i tesori più preziosi solo per chi ha davvero il coraggio di issare le vele e unirsi all’equipaggio. Quello che stai per leggere non è solo un articolo: è la rotta segreta tracciata sulla pergamena della geopolitica, disegnata tra burrasche diplomatiche e silenzi che parlano più di mille colpi di cannone.
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