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Iniziata il 27 dicembre 2021
Lei è convinta di averle azzeccate tutte, negli ultimi anni. E se non lo dice apertamente è solo per tenere tutti sulla corda, per evitare cali di tensione nei mesi in cui crede di giocarsi tutto.
Eppure non c’è stato giorno, da quando il governo Draghi ha avuto inizio, in cui si sia pentita di essersi collocata all’opposizione. Mai una titubanza, una resa alla tesi di chi le suggeriva di abbracciare un’operazione di più ampio respiro, che non si limitasse a farsi rappresentante della minoranza del Paese, ma che puntasse a fondare le basi per farsi – un giorno – maggioranza di governo.
Proprio quando sembrava avere ragione lei, quando anche la stessa ipotesi di Draghi al Quirinale pareva tagliata su misura per essere complementare al suo disegno, rendendo potabile a livello europeo ed internazionale lo scenario “Meloni premier”, ecco arrivare l’imprevisto, la doccia gelata. La conferenza stampa di fine anno del premier.
All’imbocco dell’ultima curva, quella che precede il rettilineo, le antenne della leader di Fratelli d’Italia hanno captato un segnale d’allerta. Ad averlo lanciato è stato lo stesso presidente del Consiglio.
Ehi, pirata! È un bel tentativo quello di leggere senza salpare col giusto lasciapassare. Ma come ogni veliero che si rispetti, anche il Blog custodisce nelle sue stive i tesori più preziosi solo per chi ha davvero il coraggio di issare le vele e unirsi all’equipaggio. Quello che stai per leggere non è solo un articolo: è la rotta segreta tracciata sulla pergamena della geopolitica, disegnata tra burrasche diplomatiche e silenzi che parlano più di mille colpi di cannone.
Da Washington a Mosca, da Pechino a Tel Aviv, le correnti internazionali non seguono il vento ma il calcolo. Gli ammiragli della Terra navigano tra arcipelaghi di crisi, inseguendo alleanze come fari intermittenti nella notte. Ma a bordo di questa goletta editoriale, non ci accontentiamo di tracciare una rotta già battuta: ci spingiamo oltre Capo Horn della notizia, sfidando la bonaccia delle analisi banali e i marosi delle fake news.
Ora tocca a te decidere se restare alla deriva o salire a bordo. Il ponte è scivoloso, ma ogni parola che ti aspetta sottocoperta vale il prezzo del biglietto. Perché non basta essere lupi di mare per capire cosa bolle nei barili della geopolitica: serve una bussola fatta di analisi lucida, contesto e memoria. E noi ce l'abbiamo. Dai, pirata: arruolati tra chi non si limita a guardare il mare, ma lo attraversa per scoprire cosa c’è davvero dall’altra parte dell’onda.
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