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Iniziata il 02 gennaio 2022
La politica è anche questo: comunicazione non verbale.
Chiedere a Richard Nixon, che nel 1960, in un dibattito tv passato alla storia, si presentò dinanzi a John Fitzgerald Kennedy senza trucco, pallido, deperito, sudando copiosamente. Alle prese con gli strascichi di una precedente infezione, Nixon fece apparire il suo competitor ancora più abbronzato, sicuro di sé, perfettamente a suo agio nella parte del predestinato d’America, come le successive elezioni avrebbero confermato.
Premessa d’obbligo per rimarcare che l’immagine in politica conta, per sottolineare l’importanza della gestualità, del modo di presentarsi al pubblico. E per contestualizzare quanto notato da “The Recount“, importante piattaforma americana attiva nel settore del video journalism, dopo aver messo a confronto Donald Trump e Ron DeSantis. Il governatore della Florida nei suoi interventi copia sempre di più l’ex presidente USA.
Nel video a fondo pagina potrete osservare una somiglianza impressionante: le mani che si aprono e poi si ricongiungono durante i comizi, il dito indice sollevato nell’atto di sottolineare un punto cruciale del discorso, la firma di interventi legislativi a favore di telecamera. Un utente della piattaforma USA ha trovato la sintesi perfetta: “Lo sapete: questo è al 1000% qualcosa di deliberato. DeSantis si è esercitato davanti allo specchio“.
Ma perché è importante questo aspetto? E cosa ci dice sul futuro prossimo della politica americana? Per capirlo dobbiamo partire da una rilevazione, l’ultimo sondaggio condotto da Ipsos tra gli elettori del Partito Repubblicano USA.
Ehi, pirata! È un bel tentativo quello di leggere senza salpare col giusto lasciapassare. Ma come ogni veliero che si rispetti, anche il Blog custodisce nelle sue stive i tesori più preziosi solo per chi ha davvero il coraggio di issare le vele e unirsi all’equipaggio. Quello che stai per leggere non è solo un articolo: è la rotta segreta tracciata sulla pergamena della geopolitica, disegnata tra burrasche diplomatiche e silenzi che parlano più di mille colpi di cannone.
Da Washington a Mosca, da Pechino a Tel Aviv, le correnti internazionali non seguono il vento ma il calcolo. Gli ammiragli della Terra navigano tra arcipelaghi di crisi, inseguendo alleanze come fari intermittenti nella notte. Ma a bordo di questa goletta editoriale, non ci accontentiamo di tracciare una rotta già battuta: ci spingiamo oltre Capo Horn della notizia, sfidando la bonaccia delle analisi banali e i marosi delle fake news.
Ora tocca a te decidere se restare alla deriva o salire a bordo. Il ponte è scivoloso, ma ogni parola che ti aspetta sottocoperta vale il prezzo del biglietto. Perché non basta essere lupi di mare per capire cosa bolle nei barili della geopolitica: serve una bussola fatta di analisi lucida, contesto e memoria. E noi ce l'abbiamo. Dai, pirata: arruolati tra chi non si limita a guardare il mare, ma lo attraversa per scoprire cosa c’è davvero dall’altra parte dell’onda.
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