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Iniziata il 18 gennaio 2022
Ormai è chiaro: il Movimento 5 Stelle è spaccato a metà. Ne avremo prova tra pochi giorni, quando a seconda dell’indicazione di Giuseppe Conte per il Quirinale, decine di parlamentari M5s protetti dal voto segreto si muoveranno autonomamente, impallinando il candidato prescelto dall’avvocato. A cosa si deve questa frattura? All’esistenza di una leadership alternativa a quella dell’avvocato: quella di Luigi Di Maio.
Per quanto abbia ormai da tempo abbandonato il ruolo di capo politico, e al netto del gusto con cui esercita la funzione di ministro degli esteri, Di Maio è ancora il punto di riferimento di tantissimi parlamentari pentastellati. Conte non accetta l’autonomia rivendicata dal suo predecessore alla guida della creatura grillina, ma Di Maio sembra impermeabile ai richiami all’ordine e alle richieste di condivisione pervenuti da Conte. Quest’ultimo, ad esempio, non aveva apprezzato poche settimane fa di essere stato bellamente ignorato da Di Maio, organizzatore di un incontro nientemeno che alla Farnesina con un “quirinabile” come Marcello Pera.
Oggi il nuovo capitolo della saga.
Ehi, pirata! È un bel tentativo quello di leggere senza salpare col giusto lasciapassare. Ma come ogni veliero che si rispetti, anche il Blog custodisce nelle sue stive i tesori più preziosi solo per chi ha davvero il coraggio di issare le vele e unirsi all’equipaggio. Quello che stai per leggere non è solo un articolo: è la rotta segreta tracciata sulla pergamena della geopolitica, disegnata tra burrasche diplomatiche e silenzi che parlano più di mille colpi di cannone.
Da Washington a Mosca, da Pechino a Tel Aviv, le correnti internazionali non seguono il vento ma il calcolo. Gli ammiragli della Terra navigano tra arcipelaghi di crisi, inseguendo alleanze come fari intermittenti nella notte. Ma a bordo di questa goletta editoriale, non ci accontentiamo di tracciare una rotta già battuta: ci spingiamo oltre Capo Horn della notizia, sfidando la bonaccia delle analisi banali e i marosi delle fake news.
Ora tocca a te decidere se restare alla deriva o salire a bordo. Il ponte è scivoloso, ma ogni parola che ti aspetta sottocoperta vale il prezzo del biglietto. Perché non basta essere lupi di mare per capire cosa bolle nei barili della geopolitica: serve una bussola fatta di analisi lucida, contesto e memoria. E noi ce l'abbiamo. Dai, pirata: arruolati tra chi non si limita a guardare il mare, ma lo attraversa per scoprire cosa c’è davvero dall’altra parte dell’onda.
Retroscena, approfondimenti, dirette degli eventi che cambiano il mondo. Sali a bordo, naviga i mari in tempesta della politica internazionale.
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