Pubblicato il Carico la pagina...
Pubblicato il Carico la pagina...

Iniziata il 25 gennaio 2022
Per mesi Pier Ferdinando Casini si è inabissato. Cresciuto alla scuola democristiana ha osservato le leggi che i maestri hanno dispensato più che a parole con la propria condotta. E allora non un’intervista nella marcia di avvicinamento al Quirinale, non sia mai un commento fuori posto, una partecipazione ad un evento compromettente.
Solo così si può riemergere al momento buono: tenendo il periscopio a filo d’acqua, facendo spuntare quel tanto che basta ad osservare la situazione, senza venir osservati.
Perciò non può essere un caso che all’immediata vigilia della seconda votazione del Quirinale il “nostro” decida di pubblicare su Instagram un post che parla di politica (alla politica) ed è tutto un programma.
Allo stato non risulta che Casini sia provvisto di social media manager (e in parte si vede, poi capirete perché) ma l’intuito del personaggio sopperisce alla sua assenza. Lo scatto pubblicato è in bianco e nero, rigorosamente, a suscitare nostalgia anche a chi quell’epoca non l’ha vissuta. I capelli sono scuri (e questo sì che su Casini fa uno strano effetto), ma la faccia è praticamente la stessa (ancora più impressione fa vedere Pier Ferdinando bambino: identico ad oggi!).
Casini è immortalato mentre prende la parola su un podio: è con ogni probabilità ad un evento del movimento giovanile Dc. Alle sue spalle uno sfondo su cui campeggiano le scritte: “Nella scuola. Nella fabbrica. Nella società“.
Parla a tutti Pier Ferdinando. Centrista per definizione, sta in mezzo. Ma è il commento che aggiunge alla foto il vero segnale politico che oggi non può non essere letto in controluce con lenti quirinalizie.
La passione politica è la mia vita!!
Così scrive Casini. E in Transatlantico c’è già chi interpreta la frase con malizia (tipicamente casiniana) come un messaggio inviato a quanti in queste ore stanno combattendo la battaglia per (ri)affermare il primato della politica su quella dei tecnici. In nuce: è come se Casini avesse detto “eccomi, sono qui, sono uno di voi da sempre: colleghi, volete (vogliamo) riprendere la scena? Non avete che da votarmi“.
C’è solo un dettaglio che va storto nella pubblicazione. Alla frase di cui sopra, infatti, Casini aggiunge un cuore, che chissà per quale ragione risulta spezzato. E tutti a domandarsi: Pier Ferdinando si è chiamato fuori dalla corsa?
Ehi, pirata! È un bel tentativo quello di leggere senza salpare col giusto lasciapassare. Ma come ogni veliero che si rispetti, anche il Blog custodisce nelle sue stive i tesori più preziosi solo per chi ha davvero il coraggio di issare le vele e unirsi all’equipaggio. Quello che stai per leggere non è solo un articolo: è la rotta segreta tracciata sulla pergamena della geopolitica, disegnata tra burrasche diplomatiche e silenzi che parlano più di mille colpi di cannone.
Da Washington a Mosca, da Pechino a Tel Aviv, le correnti internazionali non seguono il vento ma il calcolo. Gli ammiragli della Terra navigano tra arcipelaghi di crisi, inseguendo alleanze come fari intermittenti nella notte. Ma a bordo di questa goletta editoriale, non ci accontentiamo di tracciare una rotta già battuta: ci spingiamo oltre Capo Horn della notizia, sfidando la bonaccia delle analisi banali e i marosi delle fake news.
Ora tocca a te decidere se restare alla deriva o salire a bordo. Il ponte è scivoloso, ma ogni parola che ti aspetta sottocoperta vale il prezzo del biglietto. Perché non basta essere lupi di mare per capire cosa bolle nei barili della geopolitica: serve una bussola fatta di analisi lucida, contesto e memoria. E noi ce l'abbiamo. Dai, pirata: arruolati tra chi non si limita a guardare il mare, ma lo attraversa per scoprire cosa c’è davvero dall’altra parte dell’onda.
Retroscena, approfondimenti, dirette degli eventi che cambiano il mondo. Sali a bordo, naviga i mari in tempesta della politica internazionale.
IscrivitiQuesta diretta è terminata.
A breve il primo aggiornamento.