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Iniziata il 02 febbraio 2022
Acque agitate al centro. Nemmeno la collaborazione alle ultime suppletive di Roma sembra aver appianato le divergenze tra Carlo Calenda e Matteo Renzi, con il leader di Azione tornato all’attacco di quello di Italia Viva nell’ultima puntata di Tagadà.
Ospite di Tiziana Panella su La7, Calenda ha dichiarato:
“Io gli ho voluto bene, è nato come rottamatore ed è diventato una versione moderna di Mastella. Io continuo a pensare che abbia fatto molte cose buone, è una persona intelligente, ma ora fa l’esatto opposto di quello che si era prefisso di fare quando è entrato in politica. Tanta gente che lo ha votato e ha creduto in lui lo guarda e dice: ma questo non era quello con il lanciafiamme che doveva cambiare la politica e portare persone nuove? Com’è finito a fare la cosa neo-centrista con Mastella?“.
Calenda subito dopo ha precisato di non avercela con Mastella, “che è una bravissima persona“, e con cui già in passato erano volate parole grosse. Il leader di Azione si è invece soffermato sull’operato politico di Renzi:
“Lui quella classe dirigente la voleva rottamare, allora perché continua? Ha fiuto politico, ha fatto le sue mosse del cavallo, su questo piano è molto più bravo di me. Però non capisco perché deve fare politica così, che beneficio gli porta“.
Ehi, pirata! È un bel tentativo quello di leggere senza salpare col giusto lasciapassare. Ma come ogni veliero che si rispetti, anche il Blog custodisce nelle sue stive i tesori più preziosi solo per chi ha davvero il coraggio di issare le vele e unirsi all’equipaggio. Quello che stai per leggere non è solo un articolo: è la rotta segreta tracciata sulla pergamena della geopolitica, disegnata tra burrasche diplomatiche e silenzi che parlano più di mille colpi di cannone.
Da Washington a Mosca, da Pechino a Tel Aviv, le correnti internazionali non seguono il vento ma il calcolo. Gli ammiragli della Terra navigano tra arcipelaghi di crisi, inseguendo alleanze come fari intermittenti nella notte. Ma a bordo di questa goletta editoriale, non ci accontentiamo di tracciare una rotta già battuta: ci spingiamo oltre Capo Horn della notizia, sfidando la bonaccia delle analisi banali e i marosi delle fake news.
Ora tocca a te decidere se restare alla deriva o salire a bordo. Il ponte è scivoloso, ma ogni parola che ti aspetta sottocoperta vale il prezzo del biglietto. Perché non basta essere lupi di mare per capire cosa bolle nei barili della geopolitica: serve una bussola fatta di analisi lucida, contesto e memoria. E noi ce l'abbiamo. Dai, pirata: arruolati tra chi non si limita a guardare il mare, ma lo attraversa per scoprire cosa c’è davvero dall’altra parte dell’onda.
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