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Iniziata il 05 febbraio 2022
Chiede il coraggio di dire basta al “bipolarismo bastardo“. A Berlusconi di tornare al primo Berlusconi, alla “geniale intuizione” di “riunire tutte e tre le culture politiche italiane che guardano all’Europa“. E infine a Forza Italia, alla “sua” Forza Italia, di lavorare per un ritorno ad un sistema elettorale di tipo proporzionale, “non per fare gli aghi, ma per fare la bilancia“. Così Renato Brunetta apre ufficialmente il derby del partito.
In palio non c’è una coppa, e probabilmente nemmeno un posto sul podio, ma di certo il destino della creatura berlusconiana. E perché no? Pure dell’Italia. Lo dicono le ultime simulazioni elettorali: il collocamento di FI sullo scacchiere determinerà vincitori e vinti del Gran Premio d’Italia che scatterà nel 2023.
Prima di allora, dunque, occorre determinare percorso ed interpreti, giocatori e fazioni interne, perfidamente messi l’uno contro l’altro non tanto dai rapporti personali, come invece molti retroscena suggeriscono, ma dalla storia. O, per essere più precisi, dalla carta di identità di Silvio Berlusconi, dal terrore del domani.
Ehi, pirata! È un bel tentativo quello di leggere senza salpare col giusto lasciapassare. Ma come ogni veliero che si rispetti, anche il Blog custodisce nelle sue stive i tesori più preziosi solo per chi ha davvero il coraggio di issare le vele e unirsi all’equipaggio. Quello che stai per leggere non è solo un articolo: è la rotta segreta tracciata sulla pergamena della geopolitica, disegnata tra burrasche diplomatiche e silenzi che parlano più di mille colpi di cannone.
Da Washington a Mosca, da Pechino a Tel Aviv, le correnti internazionali non seguono il vento ma il calcolo. Gli ammiragli della Terra navigano tra arcipelaghi di crisi, inseguendo alleanze come fari intermittenti nella notte. Ma a bordo di questa goletta editoriale, non ci accontentiamo di tracciare una rotta già battuta: ci spingiamo oltre Capo Horn della notizia, sfidando la bonaccia delle analisi banali e i marosi delle fake news.
Ora tocca a te decidere se restare alla deriva o salire a bordo. Il ponte è scivoloso, ma ogni parola che ti aspetta sottocoperta vale il prezzo del biglietto. Perché non basta essere lupi di mare per capire cosa bolle nei barili della geopolitica: serve una bussola fatta di analisi lucida, contesto e memoria. E noi ce l'abbiamo. Dai, pirata: arruolati tra chi non si limita a guardare il mare, ma lo attraversa per scoprire cosa c’è davvero dall’altra parte dell’onda.
Retroscena, approfondimenti, dirette degli eventi che cambiano il mondo. Sali a bordo, naviga i mari in tempesta della politica internazionale.
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