Pubblicato il Carico la pagina...
Pubblicato il Carico la pagina...

Iniziata il 08 febbraio 2022
Chi vuole bucare le ruote del nascente Grande Centro chiama in causa la storia. “Li abbiamo visti già all’opera i ‘centrini’“, dicono gli scettici, “a malapena raggiungono il 3 o 4%, prima di essere inglobati da uno dei due poli cui si dicono alternativi“. Altri invece preferiscono associare la figura del centro a quella della “grande ammucchiata“, quasi a suggerire che a destra e a sinistra, invece, tutto sia coerente e ispirato da alti ideali.
Sarà, ma alla fine, quando si parla di federazioni e alleanze, quando i leader si riuniscono con i propri team per discutere il da farsi, sono i sondaggi (e i sondaggisti) ad avere spesso l’ultima parola. Perché la forza dei numeri, questi bistrattati, in politica non può essere (mai) ignorata.
E allora, eccola la domanda delle domande, posta a chi coi numeri ci lavora. Quanto vale il Centro?
Chiariamolo subito: sono numeri incredibilmente alti quelli che emergono dalle analisi degli esperti in queste ore. Ma c’è un grosso “ma“, anzi due: quello della leadership e quello della legge elettorale. Partiamo dal secondo punto (il primo sarà il gran finale).
Con il Rosatellum, il sistema “misto” attualmente in vigore, i centristi riuscirebbero a “qualificarsi” per il prossimo Parlamento grazie alla quota di seggi (il 60%) assegnata dal proporzionale ma non toccherebbero palla nei collegi uninominali. Il risultato sarebbe secondo Antonio Noto, direttore della Noto sondaggi, quello di conquistare uno spazio “del tutto marginale“, con “massimo 24 deputati“. Ecco perché i leader che cercano spazio al centro, in questa fase, devono lavorare di fino, lasciare da parte la sciabola e colpire di fioretto, insinuarsi all’interno delle altrui contraddizioni, lavorare (eh sì) per rompere le coalizioni, così da convincere anche i partiti “big” a lavorare per una “royal rumble” della politica italiana, un tutti contro tutti (al voto) che si traduca in un “tutti più o meno con tutti” (dopo).
Ehi, pirata! È un bel tentativo quello di leggere senza salpare col giusto lasciapassare. Ma come ogni veliero che si rispetti, anche il Blog custodisce nelle sue stive i tesori più preziosi solo per chi ha davvero il coraggio di issare le vele e unirsi all’equipaggio. Quello che stai per leggere non è solo un articolo: è la rotta segreta tracciata sulla pergamena della geopolitica, disegnata tra burrasche diplomatiche e silenzi che parlano più di mille colpi di cannone.
Da Washington a Mosca, da Pechino a Tel Aviv, le correnti internazionali non seguono il vento ma il calcolo. Gli ammiragli della Terra navigano tra arcipelaghi di crisi, inseguendo alleanze come fari intermittenti nella notte. Ma a bordo di questa goletta editoriale, non ci accontentiamo di tracciare una rotta già battuta: ci spingiamo oltre Capo Horn della notizia, sfidando la bonaccia delle analisi banali e i marosi delle fake news.
Ora tocca a te decidere se restare alla deriva o salire a bordo. Il ponte è scivoloso, ma ogni parola che ti aspetta sottocoperta vale il prezzo del biglietto. Perché non basta essere lupi di mare per capire cosa bolle nei barili della geopolitica: serve una bussola fatta di analisi lucida, contesto e memoria. E noi ce l'abbiamo. Dai, pirata: arruolati tra chi non si limita a guardare il mare, ma lo attraversa per scoprire cosa c’è davvero dall’altra parte dell’onda.
Retroscena, approfondimenti, dirette degli eventi che cambiano il mondo. Sali a bordo, naviga i mari in tempesta della politica internazionale.
IscrivitiQuesta diretta è terminata.
A breve il primo aggiornamento.