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Iniziata il 10 febbraio 2022
Matteo Renzi la butta lì, perché non faccia troppo rumore. Ma nell’ultima intervista a Porta a Porta, la vera notizia non riguarda la richiesta di rinvio a giudizio nell’ambito dell’inchiesta sulla Fondazione Open. Non la denuncia ai magistrati della Procura di Firenze. E nemmeno il “piano di battaglia” anticipato da questo blog (avevo appreso che Renzi avrebbe iniziato a girare l’Italia, ora capisco perché: uscirà un nuovo libro).
No, la vera notizia è tutta politica: è l’assist di Renzi ad Enrico Letta.
Quella del leader Italia Viva è l’ennesima “sparigliata“, la mossa di chi è solito estrarre dal cilindro un coniglio ogni volta diverso, a seconda delle condizioni date. Così Renzi, che fino a pochi giorni fa ha lavorato ad una federazione di centro con Giovanni Toti (progetto che non è tramontato e che in ogni caso, ribadisco, vedrà la luce), adesso non può ignorare il terremoto in corso. La caduta della leadership di Conte, la lacerazione dei 5 Stelle, sono fatti politici che Renzi aveva previsto, ma non con questa velocità. La scommessa dell’ex premier era che l’universo pentastellato sarebbe auto-imploso in primavera, quando Di Maio avrebbe azzannato l’avvocato sull’onda di un probabile flop alle amministrative. Tutto invece ha subito un’accelerazione improvvisa, con il ricorso degli attivisti M5s accolto dal Tribunale di Napoli che ha fatto precipitare la situazione, e costretto i vari attori a ragionare in un’altra prospettiva.
Di questo ha parlato Renzi al telefono con Enrico Letta in queste ore.
Ehi, pirata! È un bel tentativo quello di leggere senza salpare col giusto lasciapassare. Ma come ogni veliero che si rispetti, anche il Blog custodisce nelle sue stive i tesori più preziosi solo per chi ha davvero il coraggio di issare le vele e unirsi all’equipaggio. Quello che stai per leggere non è solo un articolo: è la rotta segreta tracciata sulla pergamena della geopolitica, disegnata tra burrasche diplomatiche e silenzi che parlano più di mille colpi di cannone.
Da Washington a Mosca, da Pechino a Tel Aviv, le correnti internazionali non seguono il vento ma il calcolo. Gli ammiragli della Terra navigano tra arcipelaghi di crisi, inseguendo alleanze come fari intermittenti nella notte. Ma a bordo di questa goletta editoriale, non ci accontentiamo di tracciare una rotta già battuta: ci spingiamo oltre Capo Horn della notizia, sfidando la bonaccia delle analisi banali e i marosi delle fake news.
Ora tocca a te decidere se restare alla deriva o salire a bordo. Il ponte è scivoloso, ma ogni parola che ti aspetta sottocoperta vale il prezzo del biglietto. Perché non basta essere lupi di mare per capire cosa bolle nei barili della geopolitica: serve una bussola fatta di analisi lucida, contesto e memoria. E noi ce l'abbiamo. Dai, pirata: arruolati tra chi non si limita a guardare il mare, ma lo attraversa per scoprire cosa c’è davvero dall’altra parte dell’onda.
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