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Iniziata il 12 febbraio 2022
La situazione in Ucraina si sta riscaldando di ora in ora. Il presidente Volodymyr Zelensky sta gestendo uno stress test che risponderà alla domanda che tutti si pongono dal giorno della sua elezione: sarà in grado, questo ex comico, di guidare il Paese nel corso della crisi più grave dal 2014 ad oggi? Al momento Zelensky sta sfoggiando sangue freddo: il tempo dirà se il suo atteggiamento nasconde padronanza della situazione o incoscienza e sottovalutazione del pericolo.
Dopo aver protestato contro la narrazione americana, contro il racconto di un’invasione “imminent” (in ucraino la traduzione non significa solamente “imminente“, ma anche “inevitabile“), il presidente è tornato a predicare calma. Pochi minuti fa, dopo aver assistito alle esercitazioni del suo esercito in quel di Kherson, Zelensky ha dichiarato che “Il miglior amico dei nemici è il panico nel nostro Paese. E tutte queste informazioni aiutano solo a creare panico, non ci aiutano“.
La speranza è che abbia ragione lui. Ma cosa accadrebbe se si sbagliasse?
Ehi, pirata! È un bel tentativo quello di leggere senza salpare col giusto lasciapassare. Ma come ogni veliero che si rispetti, anche il Blog custodisce nelle sue stive i tesori più preziosi solo per chi ha davvero il coraggio di issare le vele e unirsi all’equipaggio. Quello che stai per leggere non è solo un articolo: è la rotta segreta tracciata sulla pergamena della geopolitica, disegnata tra burrasche diplomatiche e silenzi che parlano più di mille colpi di cannone.
Da Washington a Mosca, da Pechino a Tel Aviv, le correnti internazionali non seguono il vento ma il calcolo. Gli ammiragli della Terra navigano tra arcipelaghi di crisi, inseguendo alleanze come fari intermittenti nella notte. Ma a bordo di questa goletta editoriale, non ci accontentiamo di tracciare una rotta già battuta: ci spingiamo oltre Capo Horn della notizia, sfidando la bonaccia delle analisi banali e i marosi delle fake news.
Ora tocca a te decidere se restare alla deriva o salire a bordo. Il ponte è scivoloso, ma ogni parola che ti aspetta sottocoperta vale il prezzo del biglietto. Perché non basta essere lupi di mare per capire cosa bolle nei barili della geopolitica: serve una bussola fatta di analisi lucida, contesto e memoria. E noi ce l'abbiamo. Dai, pirata: arruolati tra chi non si limita a guardare il mare, ma lo attraversa per scoprire cosa c’è davvero dall’altra parte dell’onda.
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