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Iniziata il 13 febbraio 2022
In gergo militare si è soliti parlare di “false flag“, concetto traducibile in italiano con l’espressione di operatività sotto falsa bandiera. Messa ancora più semplice: trattasi del pretesto che Vladimir Putin potrebbe orchestrare per avere una scusa e attaccare l’Ucraina.
Secondo quanto intercettato dalle agenzie di intelligence occidentali, gli alti comandi russi hanno infatti discusso i dettagli di un piano costruito ad arte per dare al Cremlino la possibilità di dare il via all’invasione. In particolare si tratterebbe di un’offensiva fittizia, condotto dagli stessi militari russi, contro i filo-russi nel Donbass.
Eccola, la “pistolettata” di Mosca, il pretesto che qualcuno già assimila agli spari che il giovane attentatore serbo-bosniaco Gavrilo Princip indirizzò nel giugno del 1914 contro l’arciduca Francesco Ferdinando, erede al trono d’Austria-Ungheria, e sua moglie Sofia, dando formalmente inizio alla Prima Guerra Mondiale.
Le agenzie di intelligence occidentali non escludono che le conversazioni registrate facciano parte in realtà di un tentativo di depistaggio orchestrato dai vertici militari russi, consapevoli di essere intercettati e dunque pronti a confondere le idee agli avversari. Ma le informazioni raccolte non possono essere ignorate, e dicono che martedì i servizi segreti russi metteranno in scena un finto attacco nella regione separatista.
Ehi, pirata! È un bel tentativo quello di leggere senza salpare col giusto lasciapassare. Ma come ogni veliero che si rispetti, anche il Blog custodisce nelle sue stive i tesori più preziosi solo per chi ha davvero il coraggio di issare le vele e unirsi all’equipaggio. Quello che stai per leggere non è solo un articolo: è la rotta segreta tracciata sulla pergamena della geopolitica, disegnata tra burrasche diplomatiche e silenzi che parlano più di mille colpi di cannone.
Da Washington a Mosca, da Pechino a Tel Aviv, le correnti internazionali non seguono il vento ma il calcolo. Gli ammiragli della Terra navigano tra arcipelaghi di crisi, inseguendo alleanze come fari intermittenti nella notte. Ma a bordo di questa goletta editoriale, non ci accontentiamo di tracciare una rotta già battuta: ci spingiamo oltre Capo Horn della notizia, sfidando la bonaccia delle analisi banali e i marosi delle fake news.
Ora tocca a te decidere se restare alla deriva o salire a bordo. Il ponte è scivoloso, ma ogni parola che ti aspetta sottocoperta vale il prezzo del biglietto. Perché non basta essere lupi di mare per capire cosa bolle nei barili della geopolitica: serve una bussola fatta di analisi lucida, contesto e memoria. E noi ce l'abbiamo. Dai, pirata: arruolati tra chi non si limita a guardare il mare, ma lo attraversa per scoprire cosa c’è davvero dall’altra parte dell’onda.
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