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Iniziata il 14 febbraio 2022
Nessuno può illudersi che una guerra nel cuore dell’Europa non abbia conseguenze anche sull’Italia. Tutti ci vogliono bene, a tutti vogliamo bene, ma pure per noi si avvicina il momento delle scelte.
Roma ha con Mosca un rapporto di reciproca simpatia, fino all’ultimo sta lavorando per scongiurare un conflitto tra Russia e Ucraina che avrebbe pesanti ripercussioni economiche per le proprie casse, ma qualora le parole dovessero fare posto alle armi, non avrebbe dubbi sul da farsi, schierandosi al fianco degli Alleati NATO.
Ciò significa che l’Italia garantirà una presenza militare: 1000 soldati o giù di lì. Non in prima linea, dove nemmeno gli americani si azzarderanno a mettere piede, ma dove serve. Precisamente sul fronte Sud-Est dell’Europa, per esercitare una deterrenza nei confronti della minaccia russa. La destinazione dev’essere ancora individuata con precisione, ma quelle più probabili sembrano essere Ungheria – nonostante il governo Orbán abbia delle perplessità al riguardo – o in Bulgaria, che insieme a Slovacchia e Romania rappresentano il fianco in cui la NATO intende rafforzare la propria presenza sul modello di quanto fatto nei Paesi Baltici.
Ehi, pirata! È un bel tentativo quello di leggere senza salpare col giusto lasciapassare. Ma come ogni veliero che si rispetti, anche il Blog custodisce nelle sue stive i tesori più preziosi solo per chi ha davvero il coraggio di issare le vele e unirsi all’equipaggio. Quello che stai per leggere non è solo un articolo: è la rotta segreta tracciata sulla pergamena della geopolitica, disegnata tra burrasche diplomatiche e silenzi che parlano più di mille colpi di cannone.
Da Washington a Mosca, da Pechino a Tel Aviv, le correnti internazionali non seguono il vento ma il calcolo. Gli ammiragli della Terra navigano tra arcipelaghi di crisi, inseguendo alleanze come fari intermittenti nella notte. Ma a bordo di questa goletta editoriale, non ci accontentiamo di tracciare una rotta già battuta: ci spingiamo oltre Capo Horn della notizia, sfidando la bonaccia delle analisi banali e i marosi delle fake news.
Ora tocca a te decidere se restare alla deriva o salire a bordo. Il ponte è scivoloso, ma ogni parola che ti aspetta sottocoperta vale il prezzo del biglietto. Perché non basta essere lupi di mare per capire cosa bolle nei barili della geopolitica: serve una bussola fatta di analisi lucida, contesto e memoria. E noi ce l'abbiamo. Dai, pirata: arruolati tra chi non si limita a guardare il mare, ma lo attraversa per scoprire cosa c’è davvero dall’altra parte dell’onda.
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