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Iniziata il 14 febbraio 2022
Sull’orlo di un conflitto vince chi mantiene la calma. Il sangue freddo in guerra (e non solo) è tutto. A Mosca dicono abiti un signore che il sangue ce l’ha ghiacciato, altri rettificano: Vladimir Vladimirovic Putin il sangue in corpo neanche ce l’ha. Eppure, nelle ultimissime ore, si è aperto qualche spiraglio in più rispetto alla possibilità di raggiungere un accordo tra Russia e Occidente, per risparmiare all’Ucraina il terribile costo di un’invasione.
Sono due, in particolare, le frasi che alimentano la speranza di un successo della diplomazia sul clangore delle armi.
La prima è quella pronunciata da Serghei Lavrov, ministro degli Esteri russo, il “gigante della diplomazia” di Mosca.
A lui Vladimir Putin ha dato in carico di continuare le consultazioni con l’Occidente sui principali problemi di sicurezza della Federazione.
Attenzione alle parole: il leader del Cremlino sottolinea che il grattacapo è per la Russia. La “linea rossa” da non oltrepassare è sempre la stessa: l’adesione dell’Ucraina alla Nato. Mosca non vuole i missili americani puntati contro, non senza un Paese cuscinetto a fargli da scudo.
Però, e questa è la novità, Lavrov dice che “ci sono chances di accordo“.
Ehi, pirata! È un bel tentativo quello di leggere senza salpare col giusto lasciapassare. Ma come ogni veliero che si rispetti, anche il Blog custodisce nelle sue stive i tesori più preziosi solo per chi ha davvero il coraggio di issare le vele e unirsi all’equipaggio. Quello che stai per leggere non è solo un articolo: è la rotta segreta tracciata sulla pergamena della geopolitica, disegnata tra burrasche diplomatiche e silenzi che parlano più di mille colpi di cannone.
Da Washington a Mosca, da Pechino a Tel Aviv, le correnti internazionali non seguono il vento ma il calcolo. Gli ammiragli della Terra navigano tra arcipelaghi di crisi, inseguendo alleanze come fari intermittenti nella notte. Ma a bordo di questa goletta editoriale, non ci accontentiamo di tracciare una rotta già battuta: ci spingiamo oltre Capo Horn della notizia, sfidando la bonaccia delle analisi banali e i marosi delle fake news.
Ora tocca a te decidere se restare alla deriva o salire a bordo. Il ponte è scivoloso, ma ogni parola che ti aspetta sottocoperta vale il prezzo del biglietto. Perché non basta essere lupi di mare per capire cosa bolle nei barili della geopolitica: serve una bussola fatta di analisi lucida, contesto e memoria. E noi ce l'abbiamo. Dai, pirata: arruolati tra chi non si limita a guardare il mare, ma lo attraversa per scoprire cosa c’è davvero dall’altra parte dell’onda.
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