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Iniziata il 16 febbraio 2022
Nemmeno Davide Crippa, potente capogruppo M5s alla Camera, questa volta ha potuto nulla. Impossibile evitare che l’assemblea tra i deputati e i senatori grillini, tenutasi questa mattina e avente come oggetto il coordinamento dei gruppi in materia di pandemia, formulasse un ordine del giorno “per l’abolizione del green pass nel primo provvedimento utile“. Una vera e propria mina sul percorso del governo, ma soprattutto una sconfessione in piena regola della linea espressa pubblicamente da Giuseppe Conte.
A quanto si apprende, l’avvocato ha assistito attonito all’ammutinamento verificatosi in mattinata dinanzi ai suoi occhi. La maggioranza dei deputati e senatori M5s, infatti, non si è limitata a chiedere di non procedere alla proroga dello stato d’emergenza oltre il 31 marzo, ma ha messo nel mirino il certificato verde, chiedendo di abolirlo senza se e senza ma. Il presidente sospeso, ha provato ad opporre una flebile resistenza, dichiarando che “il Green pass ha costituito un buon compromesso rispetto alle varie opzioni in campo“, facendo così intendere che l’alternativa alla misura sarebbe stata un’estensione diffusa dell’obbligo vaccinale.
Replicando agli interventi dei ribelli, Conte ha poi osservato che “dire che siamo fuori dalla pandemia non è proprio corretto, stiamo transitando nella fase dell’endemia. Non possiamo smantellare e dismettere le misure di precauzione sin qui adottato“.
A quel punto, però, compreso che la linea del rigore sanitario continuava, per così dire, a non entusiasmare la base parlamentare, Conte ha cercato di venire incontro alla platea: “Noi siamo quelli che si sono assunti una responsabilità durante la pandemia e continuano ad averla però possiamo legittimamente rivendicare con il governo stesso un dialogo per lavorare insieme a una prospettiva di allentamento delle misure“.
Niente da fare, deputati e senatori hanno dato vita ad un ammutinamento in piena regola, ignorando la leadership di Conte.
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