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Iniziata il 25 febbraio 2022
“Forze nemiche di sabotaggio sono entrate a Kiev, ma io resto qui“. Sono queste le parole pronunciate poche ore fa da Volodymyr Zelensky, l’ex comico chiamato a guidare l’Ucraina nella sua pagina più tragica. Da allora la situazione si è evoluta ulteriormente, portando il consigliere del ministero dell’Interno ucraino Anton Gerashenko ad affermare che “il giorno più difficile sarà oggi“. Il piano dei russi sarebbe infatti quello di sfondare con i carri armati da Ivankiv e Chernihiv, aprendosi la strada per Kiev.
L’esercito ucraino ce la sta mettendo tutta per complicare i piani di uno dei migliori eserciti del mondo. La battaglia di Hostomel, la guerra nei cieli alle porte di Kiev, sono tutte dimostrazioni di coraggio non scontate. Basta ricordare cos’è accaduto in Afghanistan qualche mese fa, dove anni di addestramento delle truppe locali non hanno impedito ai Talebani di prendere il controllo del Paese nello spazio di pochi giorni.
Gli ucraini invece vogliono combattere per la propria terra: migliaia di fucili sono stati distribuiti ai privati cittadini per rendere un inferno l’eventuale occupazione russa della capitale. C’è soltanto un problema: l’Ucraina è sola. Lo ha chiarito lo stesso Zelensky: “Stanotte sono cominciati i bombardamenti sulla citta’ di Kiev, non succedeva dal 1941. Se siete per la pace, lottate per noi contro la guerra“. Il suo è un appello che non verrà raccolto: significherebbe dare inizio ad un conflitto mondiale.
Fonti del controspionaggio ucraino citate dal Kyiv Independent svelano che il piano operativo di Mosca prevede che fino a 2000 forze speciali prendano il controllo di uno dei due aeroporti di Kiev. La mossa coinvolgerebbe veicoli corazzati leggeri e truppe aviotrasportate. A supervisionare l’operazione di atterraggio dovrebbero essere aerei A-50 partiti dalla Bielorussia e dalla Russia.
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