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Iniziata il 26 febbraio 2022
Assemblea di Italia Viva in corso. Matteo Renzi ha cercato di smorzare i toni rispetto alla polemiche di questi giorni con Carlo Calenda, acuita dalla frattura maturata nell’Assemblea capitolina sul nome di Virginia Raggi presidente della commissione speciale Expo 2030. Ma a stretto giro è arrivata la replica stizzita del leader di Azione, irritato da una battuta dell’ex premier.
Renzi ha spiegato: “Virginia Raggi alla presidenza della commissione Expo 2030? Ho detto che è peggio di Dracula all’AVIS. Chiedo scusa all’Avis e scusa a Dracula. E’ impensabile che tu metta colei che ha deciso il no alle Olimpiadi a capo della struttura che si occupa di grandi eventi!“.
L’ex premier ha poi espresso il suo pensiero su Carlo Calenda: “Io non parlerò mai male di Calenda. Tanto ci pensa lui a parlare male di me. Io sono fiero di avergli dato delle possibilità nel mio governo, come ambasciatore, come ministro. L’ho sostenuto al Parlamento UE e a Roma. Lo rifarei perché non penso che il risentimento personale rispetto a qualcuno che parla male di te davanti e dietro” debba prevalere. Renzi ha poi aggiunto: “Calenda non è il solo che soffre della sindrome del beneficiario rancoroso come direbbe Andreotti“, lasciando intendere che in tanti (nel Pd?) gli abbiano voltato le spalle.
Ehi, pirata! È un bel tentativo quello di leggere senza salpare col giusto lasciapassare. Ma come ogni veliero che si rispetti, anche il Blog custodisce nelle sue stive i tesori più preziosi solo per chi ha davvero il coraggio di issare le vele e unirsi all’equipaggio. Quello che stai per leggere non è solo un articolo: è la rotta segreta tracciata sulla pergamena della geopolitica, disegnata tra burrasche diplomatiche e silenzi che parlano più di mille colpi di cannone.
Da Washington a Mosca, da Pechino a Tel Aviv, le correnti internazionali non seguono il vento ma il calcolo. Gli ammiragli della Terra navigano tra arcipelaghi di crisi, inseguendo alleanze come fari intermittenti nella notte. Ma a bordo di questa goletta editoriale, non ci accontentiamo di tracciare una rotta già battuta: ci spingiamo oltre Capo Horn della notizia, sfidando la bonaccia delle analisi banali e i marosi delle fake news.
Ora tocca a te decidere se restare alla deriva o salire a bordo. Il ponte è scivoloso, ma ogni parola che ti aspetta sottocoperta vale il prezzo del biglietto. Perché non basta essere lupi di mare per capire cosa bolle nei barili della geopolitica: serve una bussola fatta di analisi lucida, contesto e memoria. E noi ce l'abbiamo. Dai, pirata: arruolati tra chi non si limita a guardare il mare, ma lo attraversa per scoprire cosa c’è davvero dall’altra parte dell’onda.
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