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Iniziata il 12 marzo 2022
La Russia torna a minacciare Finlandia e Svezia. Il loro ingresso nella NATO, ha affermato il direttore del secondo dipartimento europeo del ministero degli Esteri russo, Sergei Belyayev, avrebbe gravi conseguenze militari:
“È ovvio che la loro adesione all’Alleanza, che è in primo luogo un’organizzazione militare, comporterebbe conseguenze politiche e militari che richiederebbero la necessità di rivedere le relazioni con questi Paesi e adottare misure di ritorsione“, ha affermato Belyayev ad Interfax.
Ma perché queste frasi arrivano proprio oggi? La premier finnica, Sanna Marin, qualche giorno fa ha dichiarato che la Finlandia “rivedrà la sua politica di sicurezza in primavera“. Politichese traducibile in una Finlandia pronta a presentare la sua richiesta di adesione alla NATO nel giro di pochi mesi.
Più attendista è apparsa in queste ore la Svezia. La premier socialdemocratica Magdalena Andersson ha infatti affermato che Stoccolma non chiederà di aderire alla NATO perché “se lo facessimo ora, si destabilizzerebbe ulteriormente questa parte dell’Europa“. Ma dall’opposizione si è già levato un coro di proteste: la Svezia dovrebbe muoversi in coppia con la Finlandia per non rischiare di restare isolata, ha detto il capo dell’opposizione.
Piccolo elemento di contesto: Finlandia e Svezia sono gli unici due paesi non membri della NATO tra gli otto paesi nordici e baltici. Non solo: l’invasione russa dell’Ucraina ha generato per la prima volta una maggioranza in entrambi i Paesi a favore dell’adesione all’alleanza.
“Cosa serve per difendere, combattere e sopravvivere in un ambiente artico? Cosa fai se cadi attraverso il ghiaccio mentre indossi 20 kg di equipaggiamento militare? Cold Response 2022 è un’esercitazione pianificata da tempo che riunisce migliaia di truppe degli alleati e dei partner della NATO, testando la loro capacità di lavorare insieme in condizioni di clima freddo in tutta la Norvegia, a terra, in aria e per mare“.
Attraverso questa introduzione la NATO presenta la maxi-esercitazione che prenderà il via lunedì 14 marzo in Scandinavia (le operazioni si completeranno l’1 aprile). Saranno circa 30.000 i soldati provenienti da oltre 27 Paesi dell’Europa e del Nord America ad addestrarsi insieme in Norvegia. L’elemento interessante, però, è che tra questi 27 vi sono anche Finlandia e Svezia, che pure dell’Alleanza non fanno parte.
“È un incontro del tutto naturale“, ha detto il capo delle operazioni del comando norvegese, il generale Yngve Odlo. “Forse ora più che mai: allenarci insieme per mostrare la nostra capacità e la nostra volontà di difendere i nostri valori e il nostro modo di vivere“. Sarà anche così, ma la Russia guarda alla partecipazione dei due Stati scandinavi con un misto di sospetto ed irritazione. D’altronde era dagli anni Ottanta che non si vedeva una mobilitazione di queste dimensioni. Eppure la guerra in Ucraina non c’entra: l’attività della NATO era stata già pianificata da tempo, e la Russia invitata ad inviare degli osservatori. No grazie, la risposta di Mosca: il legame con l’Occidente si è spezzato.
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