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Iniziata il 14 marzo 2022
Certi amori non finiscono. In questo caso non fanno neanche giri immensi, ma comunque tornano. È il caso della passione di Giuseppe Conte per la Cina. Il premier che ha portato l’Italia ad aderire alla Nuova Via della Seta scatenando l’ira di Washington, torna a strizzare l’occhio a Pechino. E lo fa, peraltro, non in un giorno come gli altri, ma in quello in cui è atteso a Roma un importante vertice tra USA e Cina, avente come portata principale la guerra in Ucraina.
Ospite su Rai Tre ad Agorà, l’ex premier è tornato infatti ad auspicare il coinvolgimento della Cina. La stessa Cina di cui Conte, appena un paio di giorni fa, aveva auspicato la neutralità. Non una dichiarazione marginale. L’avvocato aveva così certificato di non poter mettere la mano sul fuoco sulla “affidabilità” geopolitica, per usare un eufemismo, del Paese cui aveva legato mani e piedi il destino dell’Italia all’epoca dei suoi governi.
Curioso osservare, però, come tra i vari “player” citati da Conte nell’ottica di un intervento di mediazione, non figurino Israele o la Turchia, Stati extra-UE attivissimi per favorire un dialogo fra Kiev e Mosca. No, il leader M5s cita proprio la Cina.
Sarà un caso? Certamente Xi. Pardon, sì.
Ecco il video:
Ehi, pirata! È un bel tentativo quello di leggere senza salpare col giusto lasciapassare. Ma come ogni veliero che si rispetti, anche il Blog custodisce nelle sue stive i tesori più preziosi solo per chi ha davvero il coraggio di issare le vele e unirsi all’equipaggio. Quello che stai per leggere non è solo un articolo: è la rotta segreta tracciata sulla pergamena della geopolitica, disegnata tra burrasche diplomatiche e silenzi che parlano più di mille colpi di cannone.
Da Washington a Mosca, da Pechino a Tel Aviv, le correnti internazionali non seguono il vento ma il calcolo. Gli ammiragli della Terra navigano tra arcipelaghi di crisi, inseguendo alleanze come fari intermittenti nella notte. Ma a bordo di questa goletta editoriale, non ci accontentiamo di tracciare una rotta già battuta: ci spingiamo oltre Capo Horn della notizia, sfidando la bonaccia delle analisi banali e i marosi delle fake news.
Ora tocca a te decidere se restare alla deriva o salire a bordo. Il ponte è scivoloso, ma ogni parola che ti aspetta sottocoperta vale il prezzo del biglietto. Perché non basta essere lupi di mare per capire cosa bolle nei barili della geopolitica: serve una bussola fatta di analisi lucida, contesto e memoria. E noi ce l'abbiamo. Dai, pirata: arruolati tra chi non si limita a guardare il mare, ma lo attraversa per scoprire cosa c’è davvero dall’altra parte dell’onda.
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