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Iniziata il 25 marzo 2022
La Russia prende di mira Hunter Biden, figlio del presidente USA, Joe Biden. L’accusa del ministero della Difesa di Mosca è quella di essere coinvolto nel finanziamento di laboratori di armi biologiche in Ucraina.
Lo ha affermato Igor Kirillov, capo della Forza di protezione chimico e biologica, nel corso di una conferenza stampa in cui sono stati mostrati, a sostegno di questa tesi, alcuni documenti, asseritamente ucraini e americani, che sarebbero stati trovati durante le operazioni belliche in Ucraina.
Secondo queste prove, il fondo d’investimenti Rosemont Seneca Partners, presieduto proprio da Hunter Biden, avrebbe sponsorizzato un programma di sviluppo di armi biologiche in Ucraina. Nel programma, accusano i russi, sarebbero coinvolti il Pentagono, l’agenzia Usa per lo sviluppo internazionale, i Centri per il Controllo e la prevenzione delle malattie e addirittura la fondazione di George Soros. Proprio la presenza del miliardario è un indizio probabilmente inconsapevole fornito da Mosca rispetto al fatto che ci troviamo dinanzi ad una delle tante “teorie del complotto” propinate dalla Russia.
Più interessante è comprendere invece perché Mosca si concentri sul figlio di Biden.
Ehi, pirata! È un bel tentativo quello di leggere senza salpare col giusto lasciapassare. Ma come ogni veliero che si rispetti, anche il Blog custodisce nelle sue stive i tesori più preziosi solo per chi ha davvero il coraggio di issare le vele e unirsi all’equipaggio. Quello che stai per leggere non è solo un articolo: è la rotta segreta tracciata sulla pergamena della geopolitica, disegnata tra burrasche diplomatiche e silenzi che parlano più di mille colpi di cannone.
Da Washington a Mosca, da Pechino a Tel Aviv, le correnti internazionali non seguono il vento ma il calcolo. Gli ammiragli della Terra navigano tra arcipelaghi di crisi, inseguendo alleanze come fari intermittenti nella notte. Ma a bordo di questa goletta editoriale, non ci accontentiamo di tracciare una rotta già battuta: ci spingiamo oltre Capo Horn della notizia, sfidando la bonaccia delle analisi banali e i marosi delle fake news.
Ora tocca a te decidere se restare alla deriva o salire a bordo. Il ponte è scivoloso, ma ogni parola che ti aspetta sottocoperta vale il prezzo del biglietto. Perché non basta essere lupi di mare per capire cosa bolle nei barili della geopolitica: serve una bussola fatta di analisi lucida, contesto e memoria. E noi ce l'abbiamo. Dai, pirata: arruolati tra chi non si limita a guardare il mare, ma lo attraversa per scoprire cosa c’è davvero dall’altra parte dell’onda.
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