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Iniziata il 26 marzo 2022
Giuseppe Conte chiama a raccolta gli iscritti M5s: domenica 27 e lunedì 28 marzo, annuncia, “sarete chiamati nuovamente a votare per confermare il mio ruolo di presidente e la nuova struttura del Movimento 5 Stelle“. L’avvocato fa una precisazione: chiede una forte investitura della base, per continuare a tenere le redini del Movimento: “Non mi interessa prendere il 50,1% dei voti, anzi: vi dico sinceramente che se il risultato fosse così risicato sarei il primo a fare un passo indietro. A fronte di un risultato così di misura, lascerei il Movimento che in questo momento ha bisogno di una leadership forte“.
Ecco, sarebbero anche parole apprezzabili, intenti coraggiosi, se non fosse questo il quesito cui saranno chiamati a rispondere gli iscritti M5s:

Ancora una volta Conte compete senza rivali, fa la gara su se stesso. E dinanzi ad un appello del genere sarebbe clamoroso non ottenesse una percentuale bulgara. La sensazione è che l’ex premier voglia approfittare dell’attuale congiuntura per liberarsi dei suoi avversari, interni ed esterni.
Ehi, pirata! È un bel tentativo quello di leggere senza salpare col giusto lasciapassare. Ma come ogni veliero che si rispetti, anche il Blog custodisce nelle sue stive i tesori più preziosi solo per chi ha davvero il coraggio di issare le vele e unirsi all’equipaggio. Quello che stai per leggere non è solo un articolo: è la rotta segreta tracciata sulla pergamena della geopolitica, disegnata tra burrasche diplomatiche e silenzi che parlano più di mille colpi di cannone.
Da Washington a Mosca, da Pechino a Tel Aviv, le correnti internazionali non seguono il vento ma il calcolo. Gli ammiragli della Terra navigano tra arcipelaghi di crisi, inseguendo alleanze come fari intermittenti nella notte. Ma a bordo di questa goletta editoriale, non ci accontentiamo di tracciare una rotta già battuta: ci spingiamo oltre Capo Horn della notizia, sfidando la bonaccia delle analisi banali e i marosi delle fake news.
Ora tocca a te decidere se restare alla deriva o salire a bordo. Il ponte è scivoloso, ma ogni parola che ti aspetta sottocoperta vale il prezzo del biglietto. Perché non basta essere lupi di mare per capire cosa bolle nei barili della geopolitica: serve una bussola fatta di analisi lucida, contesto e memoria. E noi ce l'abbiamo. Dai, pirata: arruolati tra chi non si limita a guardare il mare, ma lo attraversa per scoprire cosa c’è davvero dall’altra parte dell’onda.
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