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Iniziata il 31 marzo 2022
Alla fine c’è poco da sorprendersi: quello tra Giuseppe Conte e i sondaggi è un rapporto di lungo corso: immarcescibile, inscalfibile, consolidato in due anni e mezzo di governo e lungi dall’essere in crisi. Non c’era provvedimento che arrivasse sulla scrivania di Palazzo Chigi che non fosse accompagnato da un’analisi sul gradimento della gente (da leggere rigorosamente con tre “g”, non cinque, che fa male alla salute).
Cosa piace agli italiani? Come la pensano su questo tema? Ecco, Conte, leader ondivago per eccellenza, su questo metodo di lavoro non si è mai smosso di un centimetro, coerente fino in fondo. Era stato di parola, nel suo discorso di insediamento, dicendo che “se populismo è attitudine ad ascoltare i bisogni della gente, allora lo rivendichiamo“. Peccato che ascoltare i bisogni della gente sia sacrosanto, ma poi la politica dovrebbe fare un passo in più. Comprendere fino a che punto assecondare le pulsioni della pancia e ragionare con la testa, ad esempio, prendendo alle volte delle decisioni appunto “impopolari“, per il bene del “popolo“.
Conte ha così finito per essere populista pur di essere popolare. Dunque non è un caso che pochi giorni fa, solleticato da un colloquio con un noto sondaggista, abbia assunto la decisione di dire no all’aumento delle spese militari…
Ehi, pirata! È un bel tentativo quello di leggere senza salpare col giusto lasciapassare. Ma come ogni veliero che si rispetti, anche il Blog custodisce nelle sue stive i tesori più preziosi solo per chi ha davvero il coraggio di issare le vele e unirsi all’equipaggio. Quello che stai per leggere non è solo un articolo: è la rotta segreta tracciata sulla pergamena della geopolitica, disegnata tra burrasche diplomatiche e silenzi che parlano più di mille colpi di cannone.
Da Washington a Mosca, da Pechino a Tel Aviv, le correnti internazionali non seguono il vento ma il calcolo. Gli ammiragli della Terra navigano tra arcipelaghi di crisi, inseguendo alleanze come fari intermittenti nella notte. Ma a bordo di questa goletta editoriale, non ci accontentiamo di tracciare una rotta già battuta: ci spingiamo oltre Capo Horn della notizia, sfidando la bonaccia delle analisi banali e i marosi delle fake news.
Ora tocca a te decidere se restare alla deriva o salire a bordo. Il ponte è scivoloso, ma ogni parola che ti aspetta sottocoperta vale il prezzo del biglietto. Perché non basta essere lupi di mare per capire cosa bolle nei barili della geopolitica: serve una bussola fatta di analisi lucida, contesto e memoria. E noi ce l'abbiamo. Dai, pirata: arruolati tra chi non si limita a guardare il mare, ma lo attraversa per scoprire cosa c’è davvero dall’altra parte dell’onda.
Retroscena, approfondimenti, dirette degli eventi che cambiano il mondo. Sali a bordo, naviga i mari in tempesta della politica internazionale.
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