Pubblicato il Carico la pagina...
Pubblicato il Carico la pagina...

Iniziata il 08 aprile 2022
La stazione ferroviaria di Kramatorsk, usata per evacuare i civili ucraini, è stata colpita dai russi con un missile con munizioni a grappolo: almeno 30 persone sono state uccise e altre 100 sono rimaste ferite, ha dichiarato la compagnia ferroviaria ucraina. Il bilancio del massacro, però, potrebbe essere molto più grave: sembra infatti che al momento del raid fossero migliaia i civili presenti in stazione per uscire dalla stagione di Donetsk.
Ovviamente è già iniziato il rimpallo di accuse. Il governatore della regione di Donetsk, Pavel Kirilenko, sostiene che il raid sia stato condotto con un missile russo Iskander, ma il quartier generale della Difesa della Repubblica separatista filorussa di Donetsk punta il dito contro gli ucraini, dichiarando che a causare l’esplosione è stato un missile ucraino Tochka-U.
Il cronista di France Presse sul posto ha detto di aver visto i corpi di almeno 20 persone in sacchi per cadaveri. Proprio ieri Iryna Vereshchuk, ministra per la reintegrazione dei territori occupati, aveva suggerito ai residenti delle regioni contese di Lugansk, Donetsk e parte di Kharkiv di abbandonare immediatamente le aree.
Ehi, pirata! È un bel tentativo quello di leggere senza salpare col giusto lasciapassare. Ma come ogni veliero che si rispetti, anche il Blog custodisce nelle sue stive i tesori più preziosi solo per chi ha davvero il coraggio di issare le vele e unirsi all’equipaggio. Quello che stai per leggere non è solo un articolo: è la rotta segreta tracciata sulla pergamena della geopolitica, disegnata tra burrasche diplomatiche e silenzi che parlano più di mille colpi di cannone.
Da Washington a Mosca, da Pechino a Tel Aviv, le correnti internazionali non seguono il vento ma il calcolo. Gli ammiragli della Terra navigano tra arcipelaghi di crisi, inseguendo alleanze come fari intermittenti nella notte. Ma a bordo di questa goletta editoriale, non ci accontentiamo di tracciare una rotta già battuta: ci spingiamo oltre Capo Horn della notizia, sfidando la bonaccia delle analisi banali e i marosi delle fake news.
Ora tocca a te decidere se restare alla deriva o salire a bordo. Il ponte è scivoloso, ma ogni parola che ti aspetta sottocoperta vale il prezzo del biglietto. Perché non basta essere lupi di mare per capire cosa bolle nei barili della geopolitica: serve una bussola fatta di analisi lucida, contesto e memoria. E noi ce l'abbiamo. Dai, pirata: arruolati tra chi non si limita a guardare il mare, ma lo attraversa per scoprire cosa c’è davvero dall’altra parte dell’onda.
Retroscena, approfondimenti, dirette degli eventi che cambiano il mondo. Sali a bordo, naviga i mari in tempesta della politica internazionale.
IscrivitiQuesta diretta è terminata.
A breve il primo aggiornamento.