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Iniziata il 12 aprile 2022
“Sulla riforma del CSM, siamo gli unici che non voteranno a favore“
Ad annunciare lo strappo di Italia Viva sulla giustizia è Matteo Renzi in persona. Nella sua E-news, l’ex premier spiega che “Lega e Pd, grillini e Forza Italia hanno trovato un compromesso con la riforma Cartabia“, Italia Viva no.
Renzi sintetizza così la questione: “L’azione di Bonafede era dannosa, quella della Cartabia semplicemente inutile“. Parole forti, quelle usate da Renzi per bocciare l’azione del ministro, che comunque non metteranno in alcun modo a rischio la tenuta del governo. A suggerirlo è lo stesso senatore di Rignano, ammettendo in un passaggio successivo di svegliarsi tutte le mattine pensando “meno male che abbiamo tolto Conte da Palazzo Chigi e abbiamo coinvolto Draghi“.
Ennesimo attestato di stima nei confronti dell’attuale inquilino di Palazzo Chigi, a riprova che il rapporto di fiducia fra Italia Viva e il presidente del Consiglio non è venuto meno né verrà meno.
Il no alla riforma è dunque sostenuto da due ordini di ragioni. Le prime sono ragioni di merito: sono quelle che hanno portato lo stesso Renzi a definire la riforma Cartabia “un pannicello tiepido” e Cosimo Maria Ferri, titolare del dossier giustizia in Commissione per Italia Viva, a dare battaglia per l’introduzione del sorteggio temperato per l’elezione dei membri togati del Csm, ovvero l’estrazione a sorte di un multiplo dei candidati da eleggere (opzione che in via Arenula si continua a ritenere incostituzionale). Le seconde, invece, sono ragioni” politiche”.
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