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Iniziata il 20 aprile 2022
Nessuno può permettersi di fallire il dibattito tv. Anzi, “Le Débat“, appuntamento solenne della politica francese, crocevia decisivo di questa “présidentielle“. Macron o Le Pen? Le Pen o Macron? A cinque anni di distanza la domanda si ripropone identica: ma il mondo è cambiato, i francesi pure? L’ultimo sondaggio dice che se si votasse oggi l’inquilino dell’Eliseo prenderebbe il 55% contro il 45% della sua rivale. Ma milioni di elettori decideranno oggi, a partire dalle 21:00, seduti comodamente sul loro divano, se e per chi votare fra pochi giorni al ballottaggio.
A differenza di quanto potrebbe immaginare chi ha poca conoscenza di queste dinamiche politiche, in un dibattito tv, nelle ore che lo precedono, non c’è nulla di spontaneo. Tutto viene curato nel dettaglio, coi rispettivi team dei candidati impegnati a contrattare per giorni quelle che potremmo definire “regole d’ingaggio“. Dalla durata del dibattito, che dovrebbe terminare dopo circa due ore e mezza (!) di confronto serrato, alle immagini che la regia sarà autorizzata a trasmettere mentre uno dei due candidati sta parlando e l’altro ascolta. Non un dettaglio banale, visto che nel 2017 Marine Le Pen pagò a caro prezzo il fatto di essere immortalata nell’atto di spulciare disperatamente fra i suoi appunti, mentre Macron la infilzava: “Madame Le Pen, non dica sciocchezze, stiamo parlando di Sfr ma lei cita le cifre di Alstom, sta confondendo le schede!”.
Macron e Le Pen siederanno a due metri di distanza l’uno dall’altro. Al loro fianco, ma ad un altro tavolo, prenderanno posto i moderatori del confronto, Léa Salamé e Gilles Bouleau. I due giornalisti avranno il compito di formulare le domande in maniera neutrale: dovranno arbitrare, non giocare l’incontro. Ciò significa che anche dinanzi ad un’evidente bugia non potranno intervenire per correggerla. Toccherà al candidato che ascolta pungere il rivale, a patto di accorgersi dello scivolone.
Questa è un’anteprima dello studio tv.
Ehi, pirata! È un bel tentativo quello di leggere senza salpare col giusto lasciapassare. Ma come ogni veliero che si rispetti, anche il Blog custodisce nelle sue stive i tesori più preziosi solo per chi ha davvero il coraggio di issare le vele e unirsi all’equipaggio. Quello che stai per leggere non è solo un articolo: è la rotta segreta tracciata sulla pergamena della geopolitica, disegnata tra burrasche diplomatiche e silenzi che parlano più di mille colpi di cannone.
Da Washington a Mosca, da Pechino a Tel Aviv, le correnti internazionali non seguono il vento ma il calcolo. Gli ammiragli della Terra navigano tra arcipelaghi di crisi, inseguendo alleanze come fari intermittenti nella notte. Ma a bordo di questa goletta editoriale, non ci accontentiamo di tracciare una rotta già battuta: ci spingiamo oltre Capo Horn della notizia, sfidando la bonaccia delle analisi banali e i marosi delle fake news.
Ora tocca a te decidere se restare alla deriva o salire a bordo. Il ponte è scivoloso, ma ogni parola che ti aspetta sottocoperta vale il prezzo del biglietto. Perché non basta essere lupi di mare per capire cosa bolle nei barili della geopolitica: serve una bussola fatta di analisi lucida, contesto e memoria. E noi ce l'abbiamo. Dai, pirata: arruolati tra chi non si limita a guardare il mare, ma lo attraversa per scoprire cosa c’è davvero dall’altra parte dell’onda.
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