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Iniziata il 23 aprile 2022
“Pridnestrovskaja Moldavskaja Respublika“. O più semplicemente, se preferite, Transnistria, lingua di terra tra Moldova e Ucraina, Stato fantasma nel cuore d’Europa, asceso ieri alle cronache geopolitiche per le minacce di Mosca, decisa per sua stessa ammissione a stabilire un collegamento via terra con la regione.
Scenario inaccettabile per la Moldova, de iure titolare dei territori oltre il fiume Nistru (appunto, Trans-nistria), allarmata al punto di convocare l’ambasciatore russo, per esprimergli “profonda preoccupazione” rispetto alle mire del Cremlino, premurandosi peraltro di ricordare il proprio status neutrale. Perché un conto è convivere con la presenza fissa di circa un migliaio di soldati russi, altro pensare che Mosca possa godere di un canale diretto dal suo territorio all’enclave separatista, ingombrante vicina di casa.

Sotto i palazzoni di epoca sovietica si sviluppano decine e decine di km di tunnel sotterranei, eredità a loro volta dell’URSS, oggi guardati con sospetto da Chisinau e dai vicini ucraini, timorosi della presenza nei bunker di chissà quali armi. Ma già certi che dalla regione filorussa potrebbero partire attacchi in grado di destabilizzare l’occidente del Paese, mettendo nel mirino Odesa.
Ehi, pirata! È un bel tentativo quello di leggere senza salpare col giusto lasciapassare. Ma come ogni veliero che si rispetti, anche il Blog custodisce nelle sue stive i tesori più preziosi solo per chi ha davvero il coraggio di issare le vele e unirsi all’equipaggio. Quello che stai per leggere non è solo un articolo: è la rotta segreta tracciata sulla pergamena della geopolitica, disegnata tra burrasche diplomatiche e silenzi che parlano più di mille colpi di cannone.
Da Washington a Mosca, da Pechino a Tel Aviv, le correnti internazionali non seguono il vento ma il calcolo. Gli ammiragli della Terra navigano tra arcipelaghi di crisi, inseguendo alleanze come fari intermittenti nella notte. Ma a bordo di questa goletta editoriale, non ci accontentiamo di tracciare una rotta già battuta: ci spingiamo oltre Capo Horn della notizia, sfidando la bonaccia delle analisi banali e i marosi delle fake news.
Ora tocca a te decidere se restare alla deriva o salire a bordo. Il ponte è scivoloso, ma ogni parola che ti aspetta sottocoperta vale il prezzo del biglietto. Perché non basta essere lupi di mare per capire cosa bolle nei barili della geopolitica: serve una bussola fatta di analisi lucida, contesto e memoria. E noi ce l'abbiamo. Dai, pirata: arruolati tra chi non si limita a guardare il mare, ma lo attraversa per scoprire cosa c’è davvero dall’altra parte dell’onda.
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