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Iniziata il 01 maggio 2022
Neanche il cambio di strategia che ha segnato l’inizio della “seconda fase” della guerra in Ucraina ha prodotto finora gli effetti sperati da Mosca. L’Institute for the Study of War si spinge a dire che neppure l’invio di rinforzi sull’asse di Izyum permetterebbe ai russi di effettuare dei progressi sostanziali, tanto è elevato il livello di degradazione delle truppe.

Mosca però fa sfoggio delle proprie capacità: ieri il lancio di missili Kalibr da un sottomarino nel Mar Nero.

Sul terreno, una delle battaglie più importanti si sta svolgendo alle porte di Sloviansk. Gli ucraini hanno finora fatto saltare in aria 6 ponti. Ne resta in piedi solo uno, che gli ucraini vogliono far esplodere quando i russi saranno più vicini, sfruttando poi la presenza del fiume Siversky Donets come barriera naturale. I russi invece vogliono colpirlo prima: perché molti ucraini sono ancora al di qua del fiume. Intendono tagliarli fuori, costringendoli ad una fuga rovinosa oltre gli argini, per appropriarsi di armi e mezzi.

Ehi, pirata! È un bel tentativo quello di leggere senza salpare col giusto lasciapassare. Ma come ogni veliero che si rispetti, anche il Blog custodisce nelle sue stive i tesori più preziosi solo per chi ha davvero il coraggio di issare le vele e unirsi all’equipaggio. Quello che stai per leggere non è solo un articolo: è la rotta segreta tracciata sulla pergamena della geopolitica, disegnata tra burrasche diplomatiche e silenzi che parlano più di mille colpi di cannone.
Da Washington a Mosca, da Pechino a Tel Aviv, le correnti internazionali non seguono il vento ma il calcolo. Gli ammiragli della Terra navigano tra arcipelaghi di crisi, inseguendo alleanze come fari intermittenti nella notte. Ma a bordo di questa goletta editoriale, non ci accontentiamo di tracciare una rotta già battuta: ci spingiamo oltre Capo Horn della notizia, sfidando la bonaccia delle analisi banali e i marosi delle fake news.
Ora tocca a te decidere se restare alla deriva o salire a bordo. Il ponte è scivoloso, ma ogni parola che ti aspetta sottocoperta vale il prezzo del biglietto. Perché non basta essere lupi di mare per capire cosa bolle nei barili della geopolitica: serve una bussola fatta di analisi lucida, contesto e memoria. E noi ce l'abbiamo. Dai, pirata: arruolati tra chi non si limita a guardare il mare, ma lo attraversa per scoprire cosa c’è davvero dall’altra parte dell’onda.
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