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Iniziata il 02 maggio 2022
Nell’intervista concessa da Sergej Lavrov a Zona Bianca, il passaggio più importante a livello geopolitico è quello in cui il ministro degli Esteri di Mosca ha ammesso la sorpresa provata al Cremlino dinanzi all’atteggiamento dell’Italia dall’inizio della guerra.

Roma, ha detto, “è in prima fila tra coloro che adottano e promuovono le sanzioni anti-russe: per noi è stata una sorpresa“. Affermazione non casuale da parte di un esperto diplomatico come Lavrov, segno inequivocabile che indietro non si tornerà. Non con questo governo. Ma soprattutto: medaglia al valore di Mario Draghi, capace nel giro di un anno di invertire il destino all’apparenza segnato di una piccola potenza come quella italica, vigoroso nell’atto di schierare lo Stivale dal lato giusto della Storia. Nello stupore di molti. Di quanti credevano di poter facilmente “comprare” il nostro Paese, storicamente ventre molle della NATO. Non più.

Nelle ultime 24 ore sono accadute molte cose.
L’amministrazione USA fa sapere che per il viaggio di Biden a Kyiv è solo “questione di tempo“. Svolta impensabile fino a poche settimane fa. Utile a comunicare che Washington non è spettatore disinteressato rispetto a quanto accade tra Ucraina e Russia. Indicativa anche del clima che va creandosi in America, dove Adam Kinzinger, Repubblicano del Congresso, è arrivato a proporre che gli USA intervengano direttamente nel conflitto qualora Putin utilizzi in Ucraina armi chimiche, biologiche o nucleari.
Ehi, pirata! È un bel tentativo quello di leggere senza salpare col giusto lasciapassare. Ma come ogni veliero che si rispetti, anche il Blog custodisce nelle sue stive i tesori più preziosi solo per chi ha davvero il coraggio di issare le vele e unirsi all’equipaggio. Quello che stai per leggere non è solo un articolo: è la rotta segreta tracciata sulla pergamena della geopolitica, disegnata tra burrasche diplomatiche e silenzi che parlano più di mille colpi di cannone.
Da Washington a Mosca, da Pechino a Tel Aviv, le correnti internazionali non seguono il vento ma il calcolo. Gli ammiragli della Terra navigano tra arcipelaghi di crisi, inseguendo alleanze come fari intermittenti nella notte. Ma a bordo di questa goletta editoriale, non ci accontentiamo di tracciare una rotta già battuta: ci spingiamo oltre Capo Horn della notizia, sfidando la bonaccia delle analisi banali e i marosi delle fake news.
Ora tocca a te decidere se restare alla deriva o salire a bordo. Il ponte è scivoloso, ma ogni parola che ti aspetta sottocoperta vale il prezzo del biglietto. Perché non basta essere lupi di mare per capire cosa bolle nei barili della geopolitica: serve una bussola fatta di analisi lucida, contesto e memoria. E noi ce l'abbiamo. Dai, pirata: arruolati tra chi non si limita a guardare il mare, ma lo attraversa per scoprire cosa c’è davvero dall’altra parte dell’onda.
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