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Iniziata il 03 maggio 2022
Nella prima conferenza post-guarigione dal Covid, Mario Draghi dimostra di essere tornato Mario Draghi. Il virus non ha lasciato strascichi, quanto meno non nella capacità di gestire il fuoco di fila delle domande dei giornalisti, i tranelli conseguenti ad una situazione di costante tensione all’interno della sua maggioranza.
Un fuoriclasse lo si riconosce più che dal talento dall’attenzione con cui cura i dettagli, senza lasciare nulla al caso. Esempio: Draghi inizia la conferenza stampa scusandosi per il fatto che a presentarsi sia una delegazione di ministri tutta al maschile. Prova di sensibilità e lucidità insieme. Non l’unica fornita ieri.
Draghi anticipa le mosse, e si prepara anzitempo. Per rispondere alle polemiche demagogiche di M5s e Lega sulla ricerca della pace e sul collocamento geopolitico dell’Italia, il premier ripesca un passaggio del suo discorso di insediamento. Lo cerca, è già pronto tra i suoi appunti. Subito dopo sceglie volontariamente di far parlare il silenzio. Un macigno sulla credibilità dei partiti.
Ehi, pirata! È un bel tentativo quello di leggere senza salpare col giusto lasciapassare. Ma come ogni veliero che si rispetti, anche il Blog custodisce nelle sue stive i tesori più preziosi solo per chi ha davvero il coraggio di issare le vele e unirsi all’equipaggio. Quello che stai per leggere non è solo un articolo: è la rotta segreta tracciata sulla pergamena della geopolitica, disegnata tra burrasche diplomatiche e silenzi che parlano più di mille colpi di cannone.
Da Washington a Mosca, da Pechino a Tel Aviv, le correnti internazionali non seguono il vento ma il calcolo. Gli ammiragli della Terra navigano tra arcipelaghi di crisi, inseguendo alleanze come fari intermittenti nella notte. Ma a bordo di questa goletta editoriale, non ci accontentiamo di tracciare una rotta già battuta: ci spingiamo oltre Capo Horn della notizia, sfidando la bonaccia delle analisi banali e i marosi delle fake news.
Ora tocca a te decidere se restare alla deriva o salire a bordo. Il ponte è scivoloso, ma ogni parola che ti aspetta sottocoperta vale il prezzo del biglietto. Perché non basta essere lupi di mare per capire cosa bolle nei barili della geopolitica: serve una bussola fatta di analisi lucida, contesto e memoria. E noi ce l'abbiamo. Dai, pirata: arruolati tra chi non si limita a guardare il mare, ma lo attraversa per scoprire cosa c’è davvero dall’altra parte dell’onda.
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