Pubblicato il Carico la pagina...
Pubblicato il Carico la pagina...

Iniziata il 16 maggio 2022
Segnali di un cambio di tattica imminente da parte di Vladimir Putin arrivano dal Donbass. I russi avrebbero infatti iniziato a scavare trincee, ad innalzare barriere in cemento armato. Indizi della volontà di assumere una postura di natura difensiva su terreno ucraino, volta a consentire la messa al riparo delle conquiste territoriali sin qui operate nel Luhansk. Forse barlume di lucidità proveniente dal Cremlino, presa d’atto dell’inefficacia delle proprie truppe sul terreno di battaglia, della necessità di consolidare quanto acquisito, essendo concreto il rischio di smarrire tutto.

Secondo l’Institute for the Study of War, i piani russi prevedono che a diventare prioritaria nel prossimo futuro sarà la battaglia di Severodonetsk. Nome che spezzato – Seversky Donets – evoca terribili incubi ai russi, almeno a quelli sopravvissuti ad una delle batoste più pesanti inflitte dall’esercito ucraino dall’inizio dell’invasione nel tentativo di attraversare l’omonimo fiume.

Esperti militari sottolineano come un’operazione simile vada attentamente pianificata, cercando se possibile di cogliere il nemico di sorpresa, nella consapevolezza che non c’è nulla di più esposto di un esercito che tenta di attraversare un corso d’acqua. Nemmeno l’aver dato fuoco ai boschi, l’aver ricevuto in dote condizioni meteo caratterizzate da fitta nebbia, né l’oscurità della notte, hanno aiutato i russi. Decisiva l’indicazione fornita da un genieri ucraino: “Per muoversi serviranno delle barche a motore: aprite bene le orecchie, quello sarà il segnale che i russi si muovono“, il senso del suo messaggio ai connazionali.
Ehi, pirata! È un bel tentativo quello di leggere senza salpare col giusto lasciapassare. Ma come ogni veliero che si rispetti, anche il Blog custodisce nelle sue stive i tesori più preziosi solo per chi ha davvero il coraggio di issare le vele e unirsi all’equipaggio. Quello che stai per leggere non è solo un articolo: è la rotta segreta tracciata sulla pergamena della geopolitica, disegnata tra burrasche diplomatiche e silenzi che parlano più di mille colpi di cannone.
Da Washington a Mosca, da Pechino a Tel Aviv, le correnti internazionali non seguono il vento ma il calcolo. Gli ammiragli della Terra navigano tra arcipelaghi di crisi, inseguendo alleanze come fari intermittenti nella notte. Ma a bordo di questa goletta editoriale, non ci accontentiamo di tracciare una rotta già battuta: ci spingiamo oltre Capo Horn della notizia, sfidando la bonaccia delle analisi banali e i marosi delle fake news.
Ora tocca a te decidere se restare alla deriva o salire a bordo. Il ponte è scivoloso, ma ogni parola che ti aspetta sottocoperta vale il prezzo del biglietto. Perché non basta essere lupi di mare per capire cosa bolle nei barili della geopolitica: serve una bussola fatta di analisi lucida, contesto e memoria. E noi ce l'abbiamo. Dai, pirata: arruolati tra chi non si limita a guardare il mare, ma lo attraversa per scoprire cosa c’è davvero dall’altra parte dell’onda.
Visualizza tutti gli aggiornamenti di questa diretta e segui in tempo reale.
IscrivitiQuesta diretta è terminata.
A breve il primo aggiornamento.