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Iniziata il 18 giugno 2022
“Non procedere, stante l’attuale quadro bellico in atto, ad ulteriori invii di armamenti“.
È questa la frase chiave della bozza di risoluzione M5s, fatta circolare in questi minuti, che impegnerebbe il governo ad interrompere il proprio sostegno militare all’Ucraina. Una chiara sconfessione della linea sin qui incarnata e ribadita da Mario Draghi, impregnata di pacifiscmo filorusso, caratterizzata da toni bellicosi nei confronti dell’esecutivo.
Siamo dunque alla vigilia di una crisi di governo? Giuseppe Conte è intenzionato a strappare? A queste risposte, tre giorni prima delle comunicazioni del premier in Parlamento, ancora nessuno sa rispondere. Il motivo è semplice: lo stesso avvocato non ha ancora deciso la linea del partito. Ci sono però segnali che si possono cogliere. E soprattutto una certezza. Quella che sta prendendo forma all’interno del Movimento 5 Stelle fra Conte e Luigi Di Maio è una guerra non solo di potere, ma pure di veline.
Già, perché la domanda è la seguente: a chi appartiene la manina che ha passato alla stampa la bozza della discordia? Prima di rispondere a questo quesito, di indicare il o gli autori della soffiata , occorre fare un punto della situazione.
Ehi, pirata! È un bel tentativo quello di leggere senza salpare col giusto lasciapassare. Ma come ogni veliero che si rispetti, anche il Blog custodisce nelle sue stive i tesori più preziosi solo per chi ha davvero il coraggio di issare le vele e unirsi all’equipaggio. Quello che stai per leggere non è solo un articolo: è la rotta segreta tracciata sulla pergamena della geopolitica, disegnata tra burrasche diplomatiche e silenzi che parlano più di mille colpi di cannone.
Da Washington a Mosca, da Pechino a Tel Aviv, le correnti internazionali non seguono il vento ma il calcolo. Gli ammiragli della Terra navigano tra arcipelaghi di crisi, inseguendo alleanze come fari intermittenti nella notte. Ma a bordo di questa goletta editoriale, non ci accontentiamo di tracciare una rotta già battuta: ci spingiamo oltre Capo Horn della notizia, sfidando la bonaccia delle analisi banali e i marosi delle fake news.
Ora tocca a te decidere se restare alla deriva o salire a bordo. Il ponte è scivoloso, ma ogni parola che ti aspetta sottocoperta vale il prezzo del biglietto. Perché non basta essere lupi di mare per capire cosa bolle nei barili della geopolitica: serve una bussola fatta di analisi lucida, contesto e memoria. E noi ce l'abbiamo. Dai, pirata: arruolati tra chi non si limita a guardare il mare, ma lo attraversa per scoprire cosa c’è davvero dall’altra parte dell’onda.
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