Pubblicato il Carico la pagina...
Pubblicato il Carico la pagina...

Iniziata il 20 giugno 2022
Difficile trovare una definizione diversa da “resa“, per commentare la linea politica – e forse qui, davvero, servirebbe un’altra espressione – emersa dal Consiglio nazionale M5s tenutosi ieri.
Punto primo: l’espulsione di Luigi Di Maio non c’è. Anzitutto perché l’elefantiaco Statuto pentastellato non assegna a questo organo il potere di fare e disfare delle carriere degli eletti. In secondo luogo perché il Movimento 5 Stelle non è poi così convinto che sia la mossa migliore da compiere nei confronti di un ministro verso il quale l’appellativo più gentile pronunciato in privato nelle ultime ore è quello di “traditore“.
Ieri notte era stato lo stesso Giuseppe Conte ad ammetterlo: “Non voglio che Luigi passi per la vittima“. Soprattutto: non vuole avallare la narrazione che lo vede spadroneggiare nel partito, farsi beffe del dibattito interno, agire da despota. Così il passaggio finale in cui si scrive che il Consiglio Nazionale – occhio ai grassetti – “confida che cessino queste esternazioni lesive dell’immagine e della credibilità dell’azione politica del M5s” ha il potere di derubricare lo scontro finora descritto come politico a diatriba condominiale. Insomma, c’è un inquilino dello stabile che alza troppo il volume della musica, ma dopo lamentele all’amministratore e minacce di adire le vie legali la soluzione finale prescelta è quella di mettersi i tappi, sperando che il disturbatore si stanchi.
Ecco, se le prossime ore serviranno a comprendere il perché di questa ritirata strategica da parte di Conte, ciò che invece si evince in maniera chiara a saper leggere tra le righe il comunicato è che il Movimento 5 Stelle ha posto delle condizioni per votare la risoluzione di maggioranza oggetto di confronto proprio in queste ore col governo. E sono condizioni da smussare poiché inaccettabili, per come enunciate.
Ehi, pirata! È un bel tentativo quello di leggere senza salpare col giusto lasciapassare. Ma come ogni veliero che si rispetti, anche il Blog custodisce nelle sue stive i tesori più preziosi solo per chi ha davvero il coraggio di issare le vele e unirsi all’equipaggio. Quello che stai per leggere non è solo un articolo: è la rotta segreta tracciata sulla pergamena della geopolitica, disegnata tra burrasche diplomatiche e silenzi che parlano più di mille colpi di cannone.
Da Washington a Mosca, da Pechino a Tel Aviv, le correnti internazionali non seguono il vento ma il calcolo. Gli ammiragli della Terra navigano tra arcipelaghi di crisi, inseguendo alleanze come fari intermittenti nella notte. Ma a bordo di questa goletta editoriale, non ci accontentiamo di tracciare una rotta già battuta: ci spingiamo oltre Capo Horn della notizia, sfidando la bonaccia delle analisi banali e i marosi delle fake news.
Ora tocca a te decidere se restare alla deriva o salire a bordo. Il ponte è scivoloso, ma ogni parola che ti aspetta sottocoperta vale il prezzo del biglietto. Perché non basta essere lupi di mare per capire cosa bolle nei barili della geopolitica: serve una bussola fatta di analisi lucida, contesto e memoria. E noi ce l'abbiamo. Dai, pirata: arruolati tra chi non si limita a guardare il mare, ma lo attraversa per scoprire cosa c’è davvero dall’altra parte dell’onda.
Retroscena, approfondimenti, dirette degli eventi che cambiano il mondo. Sali a bordo, naviga i mari in tempesta della politica internazionale.
IscrivitiQuesta diretta è terminata.
A breve il primo aggiornamento.