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Iniziata il 15 luglio 2022
Nelle vene dei grillini scorre da ormai 36 ore una strana esaltazione. È la stessa provata dai kamikaze un attimo prima di farsi esplodere: si credono nel giusto, si sentono investiti di una missione, si pensano prescelti per un compito che solo loro sono in grado di portare a termine. Così si spiegano i calorosi e sudati abbracci, le vigorose pacche sulle spalle andati in scena dentro e fuori il Palazzo tra i “peones” M5s da quando la decisione di disertare l’Aula sul dl Aiuti è diventata ufficiale.
Si sentono rinati, i grillini. Senatori esperti come Luigi Zanda, ad esempio, non hanno fatto mistero di essere rimasti sorpresi, se non proprio turbati, dal boato che i colleghi M5s hanno riservato all’ufficializzazione dello strappo a Palazzo Madama. Altri, come Davide Faraone, hanno raccontato di senatori pentastellati voltatisi verso di lui per indirizzargli un alquanto esaltato “siamo tornati“. Da dove non è dato sapere. Ma è certo che occorra disegnare prima questa cornice per interpretare il quadro d’insieme. Che è quello di uno psicodramma a tinte forti, portato in scena in questi minuti, mentre scrivo, con il Movimento 5 Stelle ad un passo da una scissione-bis.
Ehi, pirata! È un bel tentativo quello di leggere senza salpare col giusto lasciapassare. Ma come ogni veliero che si rispetti, anche il Blog custodisce nelle sue stive i tesori più preziosi solo per chi ha davvero il coraggio di issare le vele e unirsi all’equipaggio. Quello che stai per leggere non è solo un articolo: è la rotta segreta tracciata sulla pergamena della geopolitica, disegnata tra burrasche diplomatiche e silenzi che parlano più di mille colpi di cannone.
Da Washington a Mosca, da Pechino a Tel Aviv, le correnti internazionali non seguono il vento ma il calcolo. Gli ammiragli della Terra navigano tra arcipelaghi di crisi, inseguendo alleanze come fari intermittenti nella notte. Ma a bordo di questa goletta editoriale, non ci accontentiamo di tracciare una rotta già battuta: ci spingiamo oltre Capo Horn della notizia, sfidando la bonaccia delle analisi banali e i marosi delle fake news.
Ora tocca a te decidere se restare alla deriva o salire a bordo. Il ponte è scivoloso, ma ogni parola che ti aspetta sottocoperta vale il prezzo del biglietto. Perché non basta essere lupi di mare per capire cosa bolle nei barili della geopolitica: serve una bussola fatta di analisi lucida, contesto e memoria. E noi ce l'abbiamo. Dai, pirata: arruolati tra chi non si limita a guardare il mare, ma lo attraversa per scoprire cosa c’è davvero dall’altra parte dell’onda.
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