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Iniziata il 23 agosto 2022
Gabriele Albertini non ha alcuna voglia di passare per bugiardo, né di essere rappresentato come “un qualsiasi fastidioso questuante di posti, al quale“ Carlo Calenda “non mette conto neppure di rispondere“.
L’astinenza dalla politica attiva non gli provoca alcuna crisi. Altrimenti avrebbe fatto altre scelte, nel corso degli anni. Ultimamente, ad esempio, avrebbe scelto di correre con il centrodestra per tornare ad essere sindaco dell’amata Milano, forte di quei sondaggi (più o meno riservati) che per alcune settimane hanno rubato non poche ore di sonno allo stesso Beppe Sala.
Così si spiega la volontà di ribattere colpo su colpo alla presa di distanze che oggi il leader di Azione gli oppone sui social, quasi suggerendo che lui, Albertini, al Terzo Polo si sia proposto di sua sponte, interpretando un film di cui aveva scritto il copione, e nel quale pretendeva non vi fossero co-protagonisti.
Le cose sono andate diversamente, come anticipato da questo Blog in tempi non sospetti: Gabriele Albertini è stato contattato da alti dirigenti di Italia Viva su mandato di Matteo Renzi. Era lui il “mister X” a cui l’ex premier pensava per dare slancio alle liste elettorali del Terzo Polo. E adesso ci sono anche le prove.
Ehi, pirata! È un bel tentativo quello di leggere senza salpare col giusto lasciapassare. Ma come ogni veliero che si rispetti, anche il Blog custodisce nelle sue stive i tesori più preziosi solo per chi ha davvero il coraggio di issare le vele e unirsi all’equipaggio. Quello che stai per leggere non è solo un articolo: è la rotta segreta tracciata sulla pergamena della geopolitica, disegnata tra burrasche diplomatiche e silenzi che parlano più di mille colpi di cannone.
Da Washington a Mosca, da Pechino a Tel Aviv, le correnti internazionali non seguono il vento ma il calcolo. Gli ammiragli della Terra navigano tra arcipelaghi di crisi, inseguendo alleanze come fari intermittenti nella notte. Ma a bordo di questa goletta editoriale, non ci accontentiamo di tracciare una rotta già battuta: ci spingiamo oltre Capo Horn della notizia, sfidando la bonaccia delle analisi banali e i marosi delle fake news.
Ora tocca a te decidere se restare alla deriva o salire a bordo. Il ponte è scivoloso, ma ogni parola che ti aspetta sottocoperta vale il prezzo del biglietto. Perché non basta essere lupi di mare per capire cosa bolle nei barili della geopolitica: serve una bussola fatta di analisi lucida, contesto e memoria. E noi ce l'abbiamo. Dai, pirata: arruolati tra chi non si limita a guardare il mare, ma lo attraversa per scoprire cosa c’è davvero dall’altra parte dell’onda.
Retroscena, approfondimenti, dirette degli eventi che cambiano il mondo. Sali a bordo, naviga i mari in tempesta della politica internazionale.
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