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Iniziata il 20 settembre 2022
Se non vi emozionate nel guardare un gigante della storia, un gigante della storia, come Henry Kissinger nell’atto di dire: “E ti auguro tutto il meglio, Mario Draghi”, delle due l’una: non amate la politica, non siete italiani.
Chissà quanti anni passeranno prima che un premier italiano possa tornare a ricevere gli onori attribuiti al presidente del Consiglio in carica. Nella sua ultima trasferta da premier a New York, Draghi a infatti ricevuto il premio di “Statista mondiale dell’anno”. Chapeau.

Elogi e riconoscimenti dall’Appeal of Conscience Foundation, da chi mastica alta politica, come Joe Biden che in una lettera si congratula con “il mio amico Mario Draghi, definito “voce potente nel promuovere tolleranza e giustizia. Lo ringrazio per la sua leadership”.

E che dire di Henry Kissinger? Mente finissima a ridosso del secolo di vita. L’ex segretario di Stato USA dice di aver nutrito nel corso dei decenni un “enorme rispetto per Mario Draghi per la sua capacità di analisi intellettuale”.
Ma nel discorso di Kissinger ‘è spazio anche per un siparietto niente male. L’americano sostiene che nonostante Draghi si sia dimesso, il suo ritiro non sarà “mai definitivo”. Notare la faccia di Draghi.
Ehi, pirata! È un bel tentativo quello di leggere senza salpare col giusto lasciapassare. Ma come ogni veliero che si rispetti, anche il Blog custodisce nelle sue stive i tesori più preziosi solo per chi ha davvero il coraggio di issare le vele e unirsi all’equipaggio. Quello che stai per leggere non è solo un articolo: è la rotta segreta tracciata sulla pergamena della geopolitica, disegnata tra burrasche diplomatiche e silenzi che parlano più di mille colpi di cannone.
Da Washington a Mosca, da Pechino a Tel Aviv, le correnti internazionali non seguono il vento ma il calcolo. Gli ammiragli della Terra navigano tra arcipelaghi di crisi, inseguendo alleanze come fari intermittenti nella notte. Ma a bordo di questa goletta editoriale, non ci accontentiamo di tracciare una rotta già battuta: ci spingiamo oltre Capo Horn della notizia, sfidando la bonaccia delle analisi banali e i marosi delle fake news.
Ora tocca a te decidere se restare alla deriva o salire a bordo. Il ponte è scivoloso, ma ogni parola che ti aspetta sottocoperta vale il prezzo del biglietto. Perché non basta essere lupi di mare per capire cosa bolle nei barili della geopolitica: serve una bussola fatta di analisi lucida, contesto e memoria. E noi ce l'abbiamo. Dai, pirata: arruolati tra chi non si limita a guardare il mare, ma lo attraversa per scoprire cosa c’è davvero dall’altra parte dell’onda.
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