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Iniziata il 23 settembre 2022
Il senatore Pd uscente col seggio blindato è imbufalito. Al telefono si sfoga: “Ma l’hai visto Conte? Ma ti sembra normale?“. Potrei rispondere due volte no, per non sbagliare. Ma il parlamentare dem mi prende sul tempo, è un fiume in piena: “Questa cosa di Piazza Santi Apostoli…ma dico, ma insomma, è la nostra piazza, è la piazza delle vittorie di Prodi!“. Che l’avvocato abbia scelto come gran finale quel catino, così facile da riempire, così simbolico per il mondo del centrosinistra italiano, rende nervoso il mio interlocutore telefonico: “La verità è che pure questa l’ha azzeccata: come tutta la campagna elettorale. E che noi, al contrario, il 25 sera ci leccheremo le ferite“. Gli chiedo se i sondaggi che ha in mano sono gli stessi che ho io. E lui conferma con rassegnazione: “La partita“, mi dice, “ormai non è più nelle nostre mani. Ed Enrico lo ha capito“. Cosa sta suggerendo? Bisogna approfondire.
Scrivo ad un senatore uscente del Terzo Polo. Lui il seggio è già certo di non riconfermarlo, mi informa, ma con grande “fair play” commenta: “Nessuno è insostituibile“. Poi mi gira un sondaggio riservato, realizzato appena 48 ore fa. Prendetele per quel che sono “voci di dentro”.
Ehi, pirata! È un bel tentativo quello di leggere senza salpare col giusto lasciapassare. Ma come ogni veliero che si rispetti, anche il Blog custodisce nelle sue stive i tesori più preziosi solo per chi ha davvero il coraggio di issare le vele e unirsi all’equipaggio. Quello che stai per leggere non è solo un articolo: è la rotta segreta tracciata sulla pergamena della geopolitica, disegnata tra burrasche diplomatiche e silenzi che parlano più di mille colpi di cannone.
Da Washington a Mosca, da Pechino a Tel Aviv, le correnti internazionali non seguono il vento ma il calcolo. Gli ammiragli della Terra navigano tra arcipelaghi di crisi, inseguendo alleanze come fari intermittenti nella notte. Ma a bordo di questa goletta editoriale, non ci accontentiamo di tracciare una rotta già battuta: ci spingiamo oltre Capo Horn della notizia, sfidando la bonaccia delle analisi banali e i marosi delle fake news.
Ora tocca a te decidere se restare alla deriva o salire a bordo. Il ponte è scivoloso, ma ogni parola che ti aspetta sottocoperta vale il prezzo del biglietto. Perché non basta essere lupi di mare per capire cosa bolle nei barili della geopolitica: serve una bussola fatta di analisi lucida, contesto e memoria. E noi ce l'abbiamo. Dai, pirata: arruolati tra chi non si limita a guardare il mare, ma lo attraversa per scoprire cosa c’è davvero dall’altra parte dell’onda.
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